Il Supramonte scrigno di tesori archeologici e di misteriosi segreti

NUORO. I territori più impervi della Sardegna non di rado riservano simili scoperte, molte attendono ancora risposte. Analoghe domande la scorsa estate avevano accompagnato il rinvenimento di un...

NUORO. I territori più impervi della Sardegna non di rado riservano simili scoperte, molte attendono ancora risposte. Analoghe domande la scorsa estate avevano accompagnato il rinvenimento di un omero nel Supramonte di Oliena, territorio dai mille misteri che aveva regalato l’ennesimo caso da risolvere. A fine luglio un altro gruppo di speleologi, due coppie di fidanzati accompagnati da una guida locale, si era imbattuto in un omero all’interno di “Sa nurra de sa hode”, celebre grotta dove si accede solo su autorizzazione comunale. Anche allora erano intervenuti i carabinieri del paese ai piedi del monte Corrasi che avevano avviato gli accertamenti per risalire all’età dell’osso risultato poi risalente al secolo scorso. Prima della datazione dell’omero si era ipotizzato che potesse appartenere ad un antico abitante del luogo.

La zona del Supramonte di Oliena è stata popolata sin dalla notte dei tempi: non lontano si trova la celebre grotta Corbeddu all'interno della quale, oltre a reperti risalenti a Mesolitico e al Neolitico, vennero rinvenuti un osso temporale e una mascella appartenenti ad uno stesso individuo di 13.500 anni fa.

Recentemente è stata rinvenuta, inoltre, la falange di una mano risalente a 20mila anni fa. Si tratta dei più antichi resti umani scoperti in un'isola del Mar Mediterraneo. Ad una sepoltura collettiva di oltre 300 anni fa appartengono i resti umani trovati nell’ ottobre del 2018 a “Su Sercone” nel territorio di Orgosolo. Una scoperta che aveva suscitato tanto clamore e che era stata ridimensionata dopo gli accertamenti scientifici. (g.f.)

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