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Comuni amici della famiglia, interrogazione di Guccini e Bidoni

Comuni amici della famiglia, interrogazione di Guccini e Bidoni

NUORO. Ritorna d’attualità il contrasto in consiglio dopo l’adesione della giunta alla rete “Comuni amici della famiglia”, della quale sono già parte alcuni comuni italiani e l’associazione nazionale...

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NUORO. Ritorna d’attualità il contrasto in consiglio dopo l’adesione della giunta alla rete “Comuni amici della famiglia”, della quale sono già parte alcuni comuni italiani e l’associazione nazionale famiglie numerose. Ieri i consiglieri di opposizione, il civico Francesco Guccini e Lisetta Bidoni, di Progetto per Nuoro, hanno presentato un’interrogazione al sindaco, Andrea Soddu, e all’assessora dei Servizi sociali, Fausta Moroni. Chiedono alla giunta «se intenda rivedere la scelta di aderire al network nazionale, prendendo atto che lo stesso si basa sulla collaborazione con associazioni antiabortiste, contrarie al divorzio e alle unioni omosessuali». Dopo un confronto con l’assessora nell’ultimo Consiglio comunale, i due esponenti ripropongono la questione evidenziando gli aspetti non condivisibili: «L’associazione nazionale famiglie numerose è impegnata nelle cosiddette ”campagne pro-vita”, nel tentativo di limitare o negare il diritto all’aborto. Altra cosa – scrivono Bidoni e Guccini – lo statuto dell’associazione accredita solo la famiglia eterosessuale, unita da matrimonio, e nella Carta dei valori viene ripudiato il divorzio».

Nell’interrogazione si rimarca che l’adesione alla rete “amici della famiglia” è in contraddizione con il via libera della giunta Soddu, nel 2016, alle “unioni civili”, tanto da domandare oggi «se si stia sconfessando la precedente apertura alla salvaguardia dei diritti civili di tutti».

L’iniziativa di Guccini e Bidoni è collegata alla precedente presa di posizione di “Liberu”. Il partito indipendentista, con la richiesta di una marcia indietro alla giunta municipale, ha parlato di «un’adesione poco ponderata a un’associazione che mette al centro un’idea di famiglia retrograda, oscurantista ed escludente». L'interrogazione ora apre le porte a un secondo tempo della discussione, nel prossimo Consiglio comunale. (f.p.)

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