La Cooperativa pescatori: rischiamo di non rialzarci

Tortolì, i 42 soci attraversano forse la crisi più profonda dei loro 77 anni di storia «Essere in zona rossa non ci farà aprire». In forse l’assunzione di 35 stagionali 

TORTOLÌ. «Puntavamo a riaprire il Chiosco di ponente Oyster Bar, all’entrata della sede della nostra storica cooperativa, qui in riva di ponente ad Arbatax, entro una decina di giorni. Ma ora, con la retrocessione in zona rossa dell’isola, rischiamo di finire in una crisi economica molto pericolosa e profonda». Luca Cacciatori, presidente della Cooperativa pescatori Tortolì, e anche consigliere comunale di maggioranza, è molto preoccupato.

«L’attuale situazione è a dir poco grigia per noi 42 soci – specifica – ma avrà ripercussioni anche sulla manodopera che, assumevamo, ogni anno, per la stagione vacanziera. E mi riferisco a circa 35 maestranze locali. Abbiamo fatto dei lavori e altro, anche in relazione all’ittiturismo, ma se non possiamo aprire, sarà un vero dramma. Spero che la situazione migliori in tempi strettissimi. Lo scorso anno, da giugno fino a settembre siamo riusciti a lavorare, Ma quest’anno, cosa accadrà? Ora questa nuova zona rossa di almeno due settimane, inciderà in maniera molto pesante sulla nostra Cooperativa. Non possiamo che aspettare e sperare, rispetto all’emergenza epidemiologica, in un cambiamento in tempi veramente stretti».

Se le cose fossero andare in maniera differente, e non si fosse tornati in zona rossa, la storica Cooperativa pescatori Tortolì, che ha ben 77 anni, così come ha fatto anche nella stagione vacanziera dello scorso anno nel Chiosco di ponente Oyster Bar, a pochi metri dalla parte terminale della spiaggia della Capannina, da fine giugno fino a inizio ottobre, già da fine mese avrebbe potuto presentare nuove e conosciute proposte culinarie sempre sulla base del proprio pescato fresco.

«È proprio il caso di dire, come feci nella primavera 2020 – prosegue amareggiato Luca Cacciatori –che rischiamo, come Cooperativa pescatori Tortolì, di non riuscire più a rialzarci. Causa pandemia, non abbiamo riaperto l’ittiturismo: abbiamo perso tutti le feste (e le relative lunghe tavolate di commensali) legate alle prime comunioni, alle cresime, alle feste di compleanno, ai gruppi. Fra l’altro, causa zona rossa, ora salteranno anche i pranzi e le cene che ogni anno, fino al 2019, abbiamo organizzato per folti gruppi di persone, che arrivavano qui in pullman per gustare il nostro pescato locale. Senza considerare le visite guidare alla “fattoria ittica didattica” di tante scolaresche, che sono saltate».

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