Tossilo spa in agonia, Zero Waste: vittime cittadini e lavoratori
di Giulia Serra
Macomer, l’associazione ambientalista chiede chiarezza Accuse anche al Consorzio dopo lo stop alla linea dell’umido
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MACOMER. «Perché si dovrebbero ancora impiegare soldi pubblici per mantenere in vita la Tossilo Spa, che è sopravvissuta sempre e solo grazie ad iniezioni di danaro pubblico e agli alti costi delle tariffe scaricate sulle spalle dei cittadini? E se non dovessimo salvare la Tossilo, perché dovremmo accettare una gestione solamente privata di un impianto la cui realizzazione era stata condizionata al fatto che il suo controllo sarebbe stato solo ed esclusivamente nelle mani di un soggetto pubblico?». È con questi quesiti che l'associazione Zero Waste Sardegna presieduta da Franca Battelli spezza il silenzio che da tempo avvolge la piattaforma di rifiuti urbani di Macomer, caduta ormai in disuso dopo la clamorosa chiusura della sezione compost, ultima ancora in attività. Partendo dal mancato rinnovo delle fideiussioni – passaggio formale che ha portato allo stop della linea di trattamento dell'umido – l'associazione fa una disamina impietosa del contesto. Richiamando la scadenza della Spa al 31 dicembre 2021 e la richiesta di proroga, «giustamente ostacolata», al 2040, l'intervento si focalizza su un «Consorzio in perenne liquidazione, gravato da un procedimento giudiziario ancora aperto che vede imputato fra gli altri l'ingegnere Alessandro Naitana, ex responsabile dell'Ufficio tecnico di Macomer, ora Direttore generale all'industria della Regione». Un quadro insidioso dunque quello delineato dagli attivisti, nel quale lo scivolone sulle garanzie finanziarie sarebbe solo la punta dell'iceberg: «Appare chiaro – scrivono – che dietro la contrapposizione tra il commissario liquidatore del Consorzio industriale e il presidente della Tossilo si celano ben più ampie e preoccupanti questioni». Unico elemento chiaro, per l'associazione, è la vittima designata di quella che viene considerata una guerra annunciata: i cittadini e il loro diritto di essere governati nella trasparenza e nella chiarezza. «Siamo abituati – argomentano – a tutto il torbido che ha accompagnato l'intera gestione del sistema di trattamento dei rifiuti di Tossilo e soprattutto all'ostinata e ottusa volontà di realizzare un nuovo inceneritore. Non ci sorprende la gravità di ciò che sta accadendo perché tutto era prevedibile. Dietro le scelte della Giunta Pigliaru, che pervicacemente ha imposto a Macomer un impianto di incenerimento inutile, dannoso e dai costi insostenibili, c'era infatti anche una profonda irregolarità amministrativa, così come aveva colto il Tar Sardegna accogliendo il nostro ricorso. Ora – è la sottolineatura – davanti alla chiusura degli impianti, viene da pensare ai lavoratori, spesso utilizzati strumentalmente dalla politica come elemento di ricatto per imporre una scelta impiantistica che non solo appare già inutile nel panorama regionale, ma mai e poi mai garantirà i livelli occupazionali di un tempo, come avevamo più volte denunciato». In ragione di ciò, Zero Waste insiste sulla necessità di fare luce sull'intricata vicenda e chiede lumi a chi «negli anni passati, anche dalle amministrazioni locali, ha fatto da sponda alle scellerate decisioni della politica regionale, e oggi tace o balbetta sulla situazione di stallo in cui si trovano la Tossilo, i suoi dipendenti, il territorio del Marghine».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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