La Nuova Sardegna

Nuoro

Il settore del wedding scende in piazza

di Alessandra Porcu
Il settore del wedding scende in piazza

Il fotografo di Borore Mariano Cuccuru descrive la crisi dovuta al calo di matrimoni

24 aprile 2021
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MACOMER. Nel 2020 su dodici matrimoni in programma, ne è stato celebrato solo uno. «Temo – ammette sconsolato Mariano Cuccuru – che lo scenario futuro cambierà di poco». Fotografo di professione, 45 anni di Borore, è uno dei 500 mila lavoratori del settore che, negli ultimi 14 mesi, ha visto calare il proprio fatturato del 90%. Niente book o scatti che immortalano le coppie in uno dei giorni più belli della vita. Nessuna espressione rubata o nessuna posa. Tutto sembra essere solo un lontano ricordo.

«Quella che ci ha travolto è una crisi senza precedenti. Ero convinto, e credo di parlare anche a nome di tanti colleghi, che col passare del tempo la situazione sarebbe migliorata. Invece, eccoci qui a leccarci le ferite e a chiederci che ne sarà di noi, delle nostre famiglie e del nostro lavoro. Manca la programmazione. Chi sta al Governo continua a sottovalutare la realtà. Esiste un profondo scollamento tra chi legifera all’interno dei palazzi e chi è costretto a far quadrare i conti, che non tornano mai. Come si può pretendere di sopravvivere con gli esigui ristori che sono stati dati, e neppure a tutti. Come si può pensare di rimettere in moto una macchina se ci sono linee guida confuse e non rispondenti alle esigenze del mondo occupazionale. Pretendiamo risposte e azioni concrete. Basta con le promesse mancate».

Lunedì 26 aprile alle 12, davanti alle sedi istituzionali di tutti i capoluoghi di Regione, andrà in scena la protesta “Insieme per il wedding”. Non solo associazioni di categoria ma anche partite Iva e coppie di sposi. «Alcune cerimonie di nozze sono state rinviate tre o quattro volte. A oggi – tuona Mariano Cuccuru – non esiste una data certa per la ripresa di matrimoni ed eventi privati. È impensabile organizzare tutto da una settimana all’altra». Come se non bastasse, il fotografo bororese ha dovuto rinunciare anche allo spinning. Una passione, quella per il ciclismo al coperto, che lo ha fatto diventare istruttore. «La chiusura delle palestre mi ha impedito di svolgere pure questa attività – racconta con amarezza –. Trovo assurdo lo stop forzato. Quelli dove si pratica attività sportiva sono luoghi sicuri. Gli ambienti, gli attrezzi e le spin bikes sono sempre stati sanificati, a prescindere dal Covid».

Unica nota positiva del periodo è la conduzione su Radio Libera Macomer. L’allegra combriccola degli speaker trasmette ogni sera, in diretta web, a partire dalle 20. «È un modo per staccare. Noi facciamo compagnia agli ascoltatori e loro ne fanno a noi. C’è bisogno di musica, leggera, anzi leggerissima. Come ci ricorda la hit del momento».


 

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