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Nuoro

La solidarietà senza frontiere decolla da Tortolì

di Lamberto Cugudda
 La solidarietà senza frontiere decolla da Tortolì

Paolo Tedone racconta i viaggi per i bambini di Chernobyl: in tre anni ne abbiamo portati 12mila

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TORTOLÌ. Lunedì sarà il 35esimo anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, nell’allora Ussr. La notte di quel 26 aprile 1986, è scolpita nel grande cuore di Paolo Tedone, 65 anni, nativo di Ruvo di Puglia, luogotenente dell’Esercito in pensione (ha comandato la postazione militare di Capo Bellavista) da diversi decenni in Ogliastra. Nel 1993, rimase toccato dal dramma della popolazione della regione di Gomel (Bielorussia) che venne raggiunta dalle radiazioni di Chernobyl, in particolare dalle malattie che iniziarono a colpire i più piccoli. Tedone iniziò a organizzare, da membro del comitato nazionale Anpas e della commissione solidarietà internazionale nella stessa Associazione, i “viaggi-soggiorno della salute” in Sardegna per bambini e ragazzini della zona di Gomel. «Nell’arco di tre anni – precisa Tedone – dal 1994 al 1996 compreso, riuscii a portare nell’isola 12mila bambini, che furono ospiti di migliaia di famiglie sarde. Nel primo viaggio, nel 1994, arrivarono 100 bambini, tutti provenienti dalle diverse decine di istituti e orfanotrofi della zona di Gomel. Ci sono state numerose adozioni. Ad Arbatax, uno dei primi arrivati venne adottato, mentre un altro è rimasto dopo avere vissuto decenni da una famiglia locale». Un mese di cibi naturali e ambiente sano, consentì a migliaia di piccoli bielorussi di rafforzare le difese naturali dell’organismo, particolarmente delicate in età di sviluppo. I piccoli effettuarono degli screening sanitari al Microcitemico di Cagliari, con particolare riferimento alle patologie tiroidee. Il gran cuore di Paolo Tedone ha fatto sì che facesse parte di decine di convogli umanitari, che trasportavano materiale nella zona colpita dal disastro nulcleare. Dal 1999 il militare con il volontariato come ragione di vita, con la sua associazione Alpherat Regulus approdò ad Help Italy, vera e propria” associazione delle associazioni nazionali, da dove ha continuato l’attività in favore delle zona di Gomel. «Con questa – rimarca – ho proseguito con l’impegno per Gomel, con tanti convogli umanitari e altro. Ricordo che, una volta, Giorgio Mazzella ci mise a disposizione, un aereo per trasportare, dallo scalo locale, una cinquantina di bambini fino all’aeroporto Ronchi dei Legionari di Trieste, da dove proseguirono per la zona di Gomel». Da anni, aiuta, per le spese, in un grande ospedale italiano, una bambina bielorussa con una paralisi celebrale. La stessa cosa fa con altri bambini ricoverati in Bielorussia.

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