Stalking giudiziario, assolta una coppia a Nuoro
di Kety Sanna
Intentarono più cause nei confronti del vicino, inducendolo a vendere la casa di Cala Gonone. Il giudice: il fatto non sussiste
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NUORO. Assolti perché il fatto non sussiste. Si è chiusa qualche giorno fa in un’aula del tribunale di Nuoro la vicenda giudiziaria di una coppia di Novaledo (in provincia di Trento), con casa a Cala Gonone, accusata di aver molestato in modo reiterato un vicino, intentando nei suoi confronti diverse cause che gli avevano generato stati d’ansia e lo avevano costretto a modificare le proprie abitudini di vita. Il pubblico ministero Francesca Pala alla fine requisitoria, aveva chiesto al giudice Giovanni Angelicchio una condanna a 8 mesi per i due imputati, Adriana Albertini e il marito Ermanno Moratelli, difesi dall’avvocato Francesco Lai. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Milena Patteri che tutelava gli interessi di Athos Galbiati, si era associata alla richiesta del pm. Alla coppia veniva contestato il reato di stalking giudiziario per fatti risalenti a 18 anni fa. I malumori tra la vicini erano iniziati nel 2003 quando erano partite le prime denunce. Athos Galbiati veniva accusato dai due trentini di usare sostanze velenose nel giardino, solo perché una volta – come aveva riferito quando era stato sentito in aula – i due avevano sorpreso la moglie mentre annaffiava una loro aiuola. Gli imputati erano persino arrivati a sostenere che il loro vicino possedesse delle armi. Galbiati, dipendente dell’Agip e dell’Eni con un passato a bordo di piattaforme petrolifere, a seguito delle denunce era stato indagato. Aveva subito perquisizioni domiciliari finalizzate al rinvenimento delle armi e delle sostanze nocive che, però, non erano mai state trovate. Nei suoi confronti erano stati avviati diversi procedimenti penali, poi tutti archiviati. A quel punto le posizioni si erano invertite: Athos Galbiati aveva denunciato la coppia per stalking.
Secondo l’accusa, infatti, marito e moglie trentini, attraverso svariate denunce formalizzate davanti alle forze dell’ordine e alle autorità comunali di Dorgali, avevano accusato il loro vicino che viveva al piano superiore, di diversi reati perpetrati nei loro confronti. Inoltre, con continui appostamenti e inopportune intrusioni nella vita privata della persona offesa, con fotografie e riprese, avevano cercato di sorprenderla in flagrante. Secondo il pm, gli imputati avevano reso la vita impossibile a Galbiati, tanto da indurlo, a seguito delle continue denunce, a disfarsi della casa di Cala Gonone pur di non avere più rapporti con loro. Il giudice del tribunale di Nuoro, però, ritenendo che il reato imputato ai due coniugi di Novaledo non abbia trovato riscontro durante il dibattimento, qualche giorno fa li ha assolti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Secondo l’accusa, infatti, marito e moglie trentini, attraverso svariate denunce formalizzate davanti alle forze dell’ordine e alle autorità comunali di Dorgali, avevano accusato il loro vicino che viveva al piano superiore, di diversi reati perpetrati nei loro confronti. Inoltre, con continui appostamenti e inopportune intrusioni nella vita privata della persona offesa, con fotografie e riprese, avevano cercato di sorprenderla in flagrante. Secondo il pm, gli imputati avevano reso la vita impossibile a Galbiati, tanto da indurlo, a seguito delle continue denunce, a disfarsi della casa di Cala Gonone pur di non avere più rapporti con loro. Il giudice del tribunale di Nuoro, però, ritenendo che il reato imputato ai due coniugi di Novaledo non abbia trovato riscontro durante il dibattimento, qualche giorno fa li ha assolti.
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