Incidente in cava, tre a processo per lesioni
Orosei. Operaio ferito gravemente da frammenti di marmo. Lo Spresal: «Norme di sicurezza violate»
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NUORO. Per Emilio Biselli, funzionario Spresal, l’azienda aveva violato le norme sulla sicurezza e la formazione era risultata insufficiente e inadeguata. «L’operatore durante il taglio del blocco di pietra – ha detto l’esperto – deve stare a una distanza due volte l’altezza del masso». Dopo l’incidente avvenuto tre anni fa alla Simg Srl, nel comparto lapideo di Orosei, l’operaio Giovanni Pira, colpito da frammenti di un blocco di marmo, è stato considerato inidoneo al lavoro. Ieri è stato sentito come teste dell’accusa al processo che vede imputati di lesioni personali colpose, Giovanni Buonfigli in qualità di presidente, amministratore dell’azienda e datore di lavoro (difeso dagli avvocati Pasquale Ramazzotti e Fabio Varone), Stefano Porru quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione (difeso dall’avvocato Andrea Pogliani) e Paolo Contu, capo piazzale preposto alla sicurezza (difeso dall’avvocato Ramazzotti). Secondo l’accusa la colpa era consistita in negligenza, imperizia e violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: Buonfigli, per non aver organizzato in maniera adeguata i processi produttivi nei piazzali della cava e per non aver regolamentato in maniera adeguata il controllo dei blocchi e la procedura di riquadratura; Porru, per non aver individuato i rischi connessi all’attività lavorativa e non aver fornito al datore di lavoro le indicazioni tecniche per risolverli; Contu, per non aver verificato le condizioni strutturali del blocco di marmo in relazione ai suoi difetti, e per aver svolto il ruolo preposto alla sicurezza in modo approssimativo. «Lavoravo in quel settore da più di 20 anni – ha dichiarato Pira davanti al giudice Claudia Falchi-Delitala – e facevo il piazzalista. Quel giorno io e il collega avevamo tagliato il blocco con il filo diamantato e dopo averlo imbracato con le funi lo avevamo sollevato pochi centimetri per posizionarlo sul carrello. Mentre mi stavo allontanando dal blocco, un pezzo di marmo si è staccato cadendo sui binari. I pezzi mi hanno preso in pieno. Sono rimasto colpito alla gamba e al costato anche se avevo tutte le protezioni». E alla domanda del pm Ilaria Pais se per svolgere quell’attività sono previste regole di posizionamento, e se l’azienda avesse organizzato corsi di formazione, Pira ha risposto: «Sì, occorre stare a diversi metri dal masso. Avevamo frequentato dei corsi in azienda». Dopo di lui il carabiniere Michele Potere che aveva svolto i rilievi. «Avevamo sequestrato il piazzale e i mezzi usati dagli operai. Il carrello era uscito dai binari a causa del contraccolpo del masso che si era staccato». (k.s.)
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