Cittadini contro gli espropri dell’Anas
di Sandro Biccai
Sindia. Incontro in Comune per bocciare le rotatorie previste sulla 129 bis
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SINDIA. L’immagine simbolo della protesta è rappresentata da una signora di 83 anni che si commuove al solo pensiero che l’Anas possa espropriare 300 metri quadri del terreno su cui sorge la sua abitazione per realizzare una delle due rotatorie previste negli ingressi principali al centro abitato di Sindia. Stretti attorno a lei, nell’aula consiliare del Comune, gli altri proprietari delle aree interessate ai futuri espropri, che contestano il progetto dell’Anas, e con riferimento alle rotonde, parlano di «mancanza di pubblica utilità, di consumo indiscriminato del territorio e di sperpero ingiustificato di risorse pubbliche».
L’antefatto è costituito dall’avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo preordinato agli espropri previsti per i lavori di miglioramento della viabilità lungo la 129 bis nella tratta Sindia-Suni. Lavori attesi da molti anni ma che, rispetto alle previsioni, presentano una duplice novità: due rotonde del diametro di 40 metri ciascuna, una in prossimità della zona artigianale, l’altra, ad ovest del centro abitato di Sindia, a ridosso della proprietà dell'anziana signora. «Le due rotatorie in progetto non hanno alcun senso logico dal momento che il traffico stradale è ridotto al minimo – è il commento dei frontisti riuniti in assemblea, che aggiungono –. Il problema di sicurezza sulla 129 bis esiste ma non certo nelle zone individuate dall’Anas, piuttosto nelle intersezioni con la circonvallazione, nel doppio curvone de “Su furrighesu” e nei tratti nei quali la sede stradale si restringe e diventa un budello pericoloso. È lì che bisogna intervenire». Il sindaco di Sindia Luigi Daga, presente all’incontro insieme a Paolo Sinis, geometra dell’ufficio tecnico comunale, ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza in una strada con diverse criticità, ma ha anche espresso dubbi sulle due rotatorie progettate dall’Anas. «Bisogna ragionare se siano realmente utili o se non siano preferibili soluzioni alternative. Dobbiamo sederci attorno ad un tavolo e confrontarci con l’ente proprietario evitando scontri frontali che non servono a nessuno. Chiederò all’Anas un incontro per affrontare la questione». I proprietari dei terreni hanno ora 30 giorni di tempo dalla pubblicazione dell'avviso per inviare le loro osservazioni. Scontato che lo faranno mentre fa capolino l’idea di una raccolta firma tra i cittadini di Sindia.
L’antefatto è costituito dall’avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo preordinato agli espropri previsti per i lavori di miglioramento della viabilità lungo la 129 bis nella tratta Sindia-Suni. Lavori attesi da molti anni ma che, rispetto alle previsioni, presentano una duplice novità: due rotonde del diametro di 40 metri ciascuna, una in prossimità della zona artigianale, l’altra, ad ovest del centro abitato di Sindia, a ridosso della proprietà dell'anziana signora. «Le due rotatorie in progetto non hanno alcun senso logico dal momento che il traffico stradale è ridotto al minimo – è il commento dei frontisti riuniti in assemblea, che aggiungono –. Il problema di sicurezza sulla 129 bis esiste ma non certo nelle zone individuate dall’Anas, piuttosto nelle intersezioni con la circonvallazione, nel doppio curvone de “Su furrighesu” e nei tratti nei quali la sede stradale si restringe e diventa un budello pericoloso. È lì che bisogna intervenire». Il sindaco di Sindia Luigi Daga, presente all’incontro insieme a Paolo Sinis, geometra dell’ufficio tecnico comunale, ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza in una strada con diverse criticità, ma ha anche espresso dubbi sulle due rotatorie progettate dall’Anas. «Bisogna ragionare se siano realmente utili o se non siano preferibili soluzioni alternative. Dobbiamo sederci attorno ad un tavolo e confrontarci con l’ente proprietario evitando scontri frontali che non servono a nessuno. Chiederò all’Anas un incontro per affrontare la questione». I proprietari dei terreni hanno ora 30 giorni di tempo dalla pubblicazione dell'avviso per inviare le loro osservazioni. Scontato che lo faranno mentre fa capolino l’idea di una raccolta firma tra i cittadini di Sindia.
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