Consorzio di Macomer, dalla Regione ancora nessuna proposta
MACOMER. È, nella pratica, un nulla di fatto il risultato della riunione di ieri sul futuro del Consorzio industriale di Macomer. Nell’incontro in videoconferenza, chiamato dall’assessora regionale...
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MACOMER. È, nella pratica, un nulla di fatto il risultato della riunione di ieri sul futuro del Consorzio industriale di Macomer. Nell’incontro in videoconferenza, chiamato dall’assessora regionale all’Industria Anita Pili e al quale hanno partecipato i sindaci di Macomer e Borore, non si sono registrati passi avanti rispetto alla procedura di liquidazione dell’ente consortile e al successivo passaggio delle competenze ai due comuni del Marghine. Sul tavolo non vi era nessuna proposta operativa da parte della Regione né, tanto meno, l’attesa deliberazione che dovrebbe stabilire le modalità per il trasferimento delle funzioni. L’assessora Pili ha partecipato solo alla prima parte della riunione, per poi abbandonarla per via di un altro impegno concomitante, limitandosi a dichiarare la volontà di far terminare la fase liquidatoria e annunciando per la prossima settimana una sua visita alla sede consortile macomerese. Ad interloquire con gli amministratori comunali è stato dunque un funzionario dell’assessorato all’Industria, che si è posto in “modalità d’ascolto”, chiedendo ai rappresentanti degli enti comunali di rappresentare le proprie posizioni, in maniera tale che queste possano essere recepite nella delibera in corso di definizione. I sindaci di Macomer e Borore, Antonio Onorato Succu e Sebastiana Carboni, hanno chiesto chiarimenti sulla situazione economica e finanziaria del Consorzio, non ricevendo però una risposta circostanziata: l’assessorato non avrebbe ancora a disposizione il report completo. Nessun pronunciamento neanche sulla cocente questione che riguarda la Tossilo SpA, la società pubblica controllata dall'ente consortile che rischia di uscire dalla partita della gestione del nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti solidi urbani in attesa di avvio. Su questo frangente è da annotare la mancata trasmissione, da parte dello stesso assessorato, del fatidico parere sul piano di risanamento e sviluppo aziendale. Lo stallo resta intatto. (g.s.)
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