La Nuova Sardegna

Nuoro

Appalti truccati: vice sindaco a processo

di Kety Sanna
Appalti truccati: vice sindaco a processo

Cinque rinvii a giudizio per i cantieri al porto turistico di La Caletta. Avrebbero turbato la gara bandita dal Comune

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NUORO. Secondo l’accusa, in concorso tra loro turbavano il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando di gara per l’affidamento da parte del Comune di Siniscola, della redazione del “piano di fattibilità” per l’adeguamento del porto turistico di La Caletta, e per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera. Per quel progetto il Comune aveva richiesto un finanziamento regionale nell’ambito del piano di rilancio del Nuorese. Ieri mattina il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Nuoro, Teresa Castagna ha rinviato a giudizio per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: Giovanni Antonio Mura, ingegnere di Macomer e amministratore unico di Metassociati, Efisio Pau e Marco Fadda di Siniscola, Franco Niffoi, di Orani e Luca Tuveri, di San Gavino Monreale, difesi dagli avvocati Pasquale Ramazzotti, Gianluigi Mastio, Pietro Salis, Basilio Brodu, Marcello Mereu, Giovanni Antonio Lampis. I cinque imputati dovranno comparire davanti al tribunale il prossimo 7 ottobre.

La vicenda giudiziaria che risale al marzo 2017, è legata alla tranche nuorese dell’inchiesta della Procura di Oristano, denominata “Sindacopoli”. Secondo l’accusa (pubblico ministero Andrea Ghironi), Marco Fadda, attuale vice sindaco ed ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Siniscola, ed Efisio Pau, responsabile dell’ufficio tecnico dello stesso Ente, dovendo presentare alla Regione i progetti per lo stanziamento dei fondi da impiegare nell’appalto dei lavori (quasi 8 milioni e mezzo di euro), ne richiedevano a Mura la predisposizione rivelandogli il contenuto degli atti istruttori che dovevano rimanere segreti. Efisio Pau, quindi, espletava una “gara informale” per l’affidamento del servizio alla quale invitava l’ingegnere Luca Tuveri e l’architetto Franco Niffoi, soggetti indicati quali prestanome da Mura. In questo modo, secondo la Procura, l’ingegnere di Macomer evitava di crearsi una situazione di incompatibilità alla partecipazione delle successive fasi dell’appalto. Giovanni Antonio Mura che già in passato aveva firmato il piano urbanistico di Siniscola e il Pul (Piano di utilizzo del litorale), secondo l’accusa metteva a disposizione l’apparato organizzativo del proprio studio professionale, così da acquisire una posizione di vantaggio nella gara per la progettazione di fattibilità definitiva esecutiva delle opere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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