Invasione di cavallette l’allarme di Coldiretti

Milioni di insetti hanno invaso il Nuorese: oltre 400 aziende in ginocchio L’associazione di categoria ha chiesto il sopralluogo degli assessori regionali 

NUORO. Gli agricoltori chiedono interventi di prevenzione contro le cavallette. Gli animaletti sono presenti in numero ancora una volta eccezionale nei campi della media valle del Tirso, dove distruggono pascoli, erbai e colture secche. I danni sono già evidenti e se ne fa interprete la Coldiretti di Nuoro e Ogliastra: «Da oltre un mese – afferma il presidente provinciale, Leonardo Salis – chiediamo che gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente vengano in queste campagne invase dalle cavallette. Devono vedere con i propri occhi – aggiunge – cosa sta succedendo. Devono parlare con gli agricoltori, che ancora una volta devono rinunciare ai raccolti e supplire con l’acquisto di foraggi e mangimi». L’emergenza che si vive tra le campagne di Noragugume e l’area prossima al Goceano è stata anche portata in parlamento, con un’interrogazione del deputato Pd, Andrea Frailis, al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. L’intervento del governo, oltreché della Regione, è quello indicato dalla Coldiretti, a partire dalla primavera del 2019, quando è iniziato il calvario delle aziende di allevamento, che continua senza sosta. «Le cavallette si possono eliminare – spiega il direttore di Coldiretti, Alessandro Serra – con l’aratura dei terreni, alla fine dell’estate. In questo modo le uova vengono distrutte e si impedisce che si schiudano nella primavera successiva». Da un uovo nel momento della schiusa vengono fuori una trentina di cavallette e questo la dice lunga sulla validità dell’intervento chiesto dalla Coldiretti. L’utilizzo di insetti antagonisti viene considerato anch’esso un metodo efficace. L’invasione arrivata per il terzo anno consecutivo, nei campi, così come sulle strade della valle, si porta dietro l’esigenza di velocizzare l’azione di lotta: «Si mappino i terreni dove sono presenti le cavallette – aggiunge Serra – e s’incentivi l’aratura. I titolari delle aziende sono pronti a intervenire. Gli si paghi però almeno il gasolio per l’opera di bonifica e nelle terre pubbliche si finanzino i Comuni». L’emergenza in queste prime settimane ha interessato più che altro la valle media valle del Tirso, ma il cammino delle locuste non si è concluso. L’anno scorso – secondo la stima dell’agenzia Laore – l’area interessata fu di circa 30mila ettari, con circa 400 aziende danneggiate. Oltre alla piana con al centro l’agro di Ottana, altre aree di diffusione si ebbero in Ogliastra e nel Sarcidano. La Regione corse ai ripari con indennizzi per 400mila euro: «Risorse insufficienti – rimarca la Coldiretti – che tra l’altro non sono state ancora assegnate alle aziende. Ma, a parte questo, l’intervento risolutore è preventivo, e va deciso ora». Lo ribadisce il presidente Salis: «Non serve stanziare nessun euro per risarcimenti, che non risolvono il problema».

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