Non ce l’ha fatta il 33enne ferito nello stabilimento Profenda

MACOMER. Purtroppo non ce l'ha fatta, Pier Giuseppe Sannia, il giovane 33enne di Bortigali rimasto gravemente ferito sul posto di lavoro, la Profenda Srl, nella zona industriale di Tossilo il 22...

MACOMER. Purtroppo non ce l'ha fatta, Pier Giuseppe Sannia, il giovane 33enne di Bortigali rimasto gravemente ferito sul posto di lavoro, la Profenda Srl, nella zona industriale di Tossilo il 22 febbraio scorso. Sannia ha cessato di vivere alle prime ore di domenica, all’ospedale di Sassari, dove era stato trasportato dopo un primo ricovero al Brotzu di Cagliari. Troppo gravi le ferite alla testa riportate mentre stava occupandosi della manutenzione di una insaccatrice meccanica che pressa il mangime nei grandi sacchi bianchi, poi destinati alla vendita.

Pier Giuseppe Sannia era stato colpito dal pistone del macchinario che, teoricamente, avrebbe dovuto essere del tutto scollegato e bloccato proprio per consentirne la manutenzione. Il manutentore, nonostante la violenza dell’urto, era riuscito a disincastrarsi. La sequenza drammatica dell’incidente aveva avuto come testimoni alcuni operai, in particolare uno, che si era subito reso conto della gravità della situazione e aveva allertato il 118 e i carabinieri.

La macchina dei soccorsi era stata tempestiva. Pier Giuseppe Sannia era stato trasportato all’ospedale Brotzu con l’elisoccorso, ma le sue condizioni erano gravissime. Quindi, il trasferimento a Sassari aveva riacceso un barlume di speranza. Ieri purtroppo anche questa è venuta meno.

La morte del giovane cambia il passo dell’inchiesta avviata dal sostituto procuratore della Repubblica di Oristano, Silvia Mascia. Il reato di lesioni gravissime, ipotizzato inizialmente, nei confronti dell’amministratore della Profenda e del responsabile della sicurezza dell’azienda, diventa ora omicidio colposo. Il macchinario al quale stava lavorando Pier Giuseppe Sannia era stato subito posto sotto sequestro dai carabinieri della compagnia di Macomer, coordinati dal comandante, maggiore Giuseppe Castrucci. Alla Profenda era intervenuto anche lo Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Assl. Le indagini dovranno accertare se alla base dell’incidente provocare l’incidente sia stata una fatalità e se tutte le norme in materia di sicurezza siano state rispettate.

La famiglia di Pier Giuseppe Sannia è molto conosciuta. Il padre è pensionato dopo aver lavorato nella piana di Ottana, la madre era una dipendente comunale ed è da poco in pensione. Oggi sarà eseguita l’autopsia. Con tutta probabilità il funerale dell’operaio sarà domani. Il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, ha espresso dolore: «È una notizia molto triste, Pier Giuseppe era un ragazzo benvoluto, così come lo è la sua famiglia. Siamo vicini al loro lutto, che è di tutta la nostra comunità».

La Profenda srl è dei fratelli Pier Paolo, Gianfranco e Antonello Milia di Bortigali. Ha una ventina di dipendenti. Nove anni fa, un altro incidente era costato la vita a commerciante, Davide Sanna di 43 anni, morto stritolato nella cabina del suo camion, dopo che l’architrave di cemento armato del capannone gli era crollata sopra.er quella vicenda, la Procura oristanese aveva messo sotto accusa il progettista e il collaudatore del capannone, che era stato ultimato da poco tempo.

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