Spopolamento, la battaglia riparte da Bolotana

Nel parco di Badde Salighes si è riunita la rete delle associazioni. Obiettivo: rilanciare le zone interne

BOLOTANA. Restituire voce al cuore dell’isola e riportare nell’agenda operativa il drammatico tema dello spopolamento. Questo il tema dell’incontro organizzato dalla Rete delle associazioni che si è tenuto sabato scorso, 26 giugno 2021, nel parco di Badde Salighes, il borgo sui monti di Bolotana che ha il suo centro storico e culturale a villa Piercy.

All’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione “Badde Salighes 1879” che ha curato l’accoglienza e la logistica, hanno partecipato 37 associazioni tra le più importanti e rappresentative della Sardegna. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dei sodalizi culturali hanno suggellato una storica alleanza per porre al centro del dibattito pubblico e istituzionale “i diritti ancora negati al cuore dell’isola”, quali quelli riguardanti la ricerca di pari opportunità di sviluppo e la lotta allo spopolamento. Non a caso, le parole chiavi che hanno caratterizzato senso e obiettivi della manifestazione sono state “centralità delle zone interne”, “parità di diritti” e “alleanza tra città e paesi”.

Il tutto all’insegna della volontà di dare vita a “una forte mobilitazione” per raggiungere questi obiettivi attraverso un percorso che veda al centro proprio l’alleanza della Rete delle associazioni sarde. «La mobilitazione partita da Badde Salighes per restituire centralità alle zone interne – ha sottolineato il presidente della Rete e dell’associazione culturale “Nino Carrus”, Fausto Mura – è un fatto storico, politico e culturale di enorme rilevanza per tutta la Sardegna, forse il fatto politico più importante nella storia dell’autonomia dopo i tempi dei Piani di Rinascita».

Il progetto al quale dare gambe, come è stato ribadito più volte nel dibattito, è quello di «stimolare e motivare la politica, i cittadini e le imprese a trovare le soluzioni ai problemi storici dei piccoli centri e a realizzare le riforme per invertire la rotta». Qualcuno ha anche parlato di zone interne come “meridione dell’isola” e di “diritti negati” per chi abita in questi territori, in riferimento alla salute, all’istruzione, alla formazione e al lavoro per i giovani. Non a caso è stato sottolineato un dato che evidenzia tutta la drammaticità della crisi delle zone interne: nel 2018 gli emigrati sono stati tremila e cinquecento. Un dato, questo, che deve fare riflettere il mondo della politica. L’incontro di Badde Salighes non è servito solo a fare l’analisi dei problemi, ma anche a stabilire la piattaforma delle rivendicazioni della Rete. «Gli obiettivi da perseguire – è stato detto – sono la fiscalità di vantaggio e la zona franca rurale, l’abbattimento della burocrazia, l’introduzione di reti a banda larga e la connettività, il piano casa e il recupero degli edifici disabitati». (f.s.)

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