Invasione di cavallette l’Sos dei sindaci: zero prevenzione
di Michela Columbu
L’allarme da Olzai e Sarule: le campagne sono in ginocchio «Non si sono messe in campo le misure, danni enormi»
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OLZAI. Come era prevedibile, in assenza di interventi di prevenzione nelle campagne della Valle del Tirso e del Marghine, il fronte della invasione delle locuste si è allargato ed è arrivato nelle campagne di Olzai. Un fenomeno ampiamente previsto e denunciato già da tre anni da Coldiretti Nuoro Ogliastra, rimarcato con denunce e appelli alla Regione da parte dell'associazione di categoria che ha proposto soluzioni, prima tra tutte predisporre un piano mirato di arature con il coinvolgimento degli stessi agricoltori, e ha chiesto a chi di dovere di occuparsi del problema già dall'anno scorso quando il fenomeno si è presentato con una estensione maggiore.
Quest'anno, dai territori che hanno registrato grosse perdite in termini economici e dove le cavallette hanno deposto le uova, il perimetro si è ampiamente allargato. «Le cavallette, dopo aver divorato la piana di Ottana e dintorni adesso stanno assaltando e devastando le coltivazioni di Olzai –, spiega la sindaca Maria Maddalena Agus che sta ricevendo le segnalazioni degli agricoltori del territorio comunale che amministra –. Come sindaca mi chiedo, questa calamità è prevedibile? E se è prevedibile è anche evitabile? L’assessorato regionale e i vari enti di competenza agraria si sono fatti queste domande ed hanno una risposta che vada oltre gli indennizzi?».
Agus continua: «Mi risulta che si possono distruggere le ooteche con lavorazioni superficiali (erpicature) e dissodare i terreni infestati specialmente nel periodo autunno-inverno e comunque entro aprile. La ragione è che, esponendo le uova agli agenti atmosferici, se ne riduce la vitalità, di conseguenza si abbassa il numero di esemplari che nasceranno. Nei mesi successivi alla bardana delle cavallette – continua – che depositeranno milioni di uova, verranno fatte queste lavorazioni superficiali per prevenire bardane successive negli anni a venire? Chiedo, perché come sindaca devo dare risposte, devo dire ai miei cittadini se si tratta di una piaga biblica impossibile da evitare o di un fenomeno naturale che si verifica se non vengono eliminate le condizioni che lo determinano».
Domande che la prima cittadina di Olzai rivolge alle autorità regionali, che solo ai primi di giugno si sono sedute a un tavolo con la rappresentanza degli assessorati all'Ambiente e dell'Agricoltura, alcuni consiglieri regionali del nuorese, i sindaci dei paesi interessati, la Coldiretti Nuoro Ogliastra, per iniziare ad affrontare il problema. Per i danni del 2020 la Regione, a gennaio scorso, ha annunciato lo stanziamento di 400mila euro di indennizzi, ma sembra non aver predisposto per il momento alcuna azione di prevenzione del fenomeno.
Intanto, all’allarme lanciato dalla sindaca di Olzai si aggiunge quello del suo collega di Sarule, Paolo Ledda: le cavallette si spostano rapidamente, in tutta evidenza a passo ben più spedito di quanto facciano le misure di contrasto impantanate nei vari tavoli di discussione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quest'anno, dai territori che hanno registrato grosse perdite in termini economici e dove le cavallette hanno deposto le uova, il perimetro si è ampiamente allargato. «Le cavallette, dopo aver divorato la piana di Ottana e dintorni adesso stanno assaltando e devastando le coltivazioni di Olzai –, spiega la sindaca Maria Maddalena Agus che sta ricevendo le segnalazioni degli agricoltori del territorio comunale che amministra –. Come sindaca mi chiedo, questa calamità è prevedibile? E se è prevedibile è anche evitabile? L’assessorato regionale e i vari enti di competenza agraria si sono fatti queste domande ed hanno una risposta che vada oltre gli indennizzi?».
Agus continua: «Mi risulta che si possono distruggere le ooteche con lavorazioni superficiali (erpicature) e dissodare i terreni infestati specialmente nel periodo autunno-inverno e comunque entro aprile. La ragione è che, esponendo le uova agli agenti atmosferici, se ne riduce la vitalità, di conseguenza si abbassa il numero di esemplari che nasceranno. Nei mesi successivi alla bardana delle cavallette – continua – che depositeranno milioni di uova, verranno fatte queste lavorazioni superficiali per prevenire bardane successive negli anni a venire? Chiedo, perché come sindaca devo dare risposte, devo dire ai miei cittadini se si tratta di una piaga biblica impossibile da evitare o di un fenomeno naturale che si verifica se non vengono eliminate le condizioni che lo determinano».
Domande che la prima cittadina di Olzai rivolge alle autorità regionali, che solo ai primi di giugno si sono sedute a un tavolo con la rappresentanza degli assessorati all'Ambiente e dell'Agricoltura, alcuni consiglieri regionali del nuorese, i sindaci dei paesi interessati, la Coldiretti Nuoro Ogliastra, per iniziare ad affrontare il problema. Per i danni del 2020 la Regione, a gennaio scorso, ha annunciato lo stanziamento di 400mila euro di indennizzi, ma sembra non aver predisposto per il momento alcuna azione di prevenzione del fenomeno.
Intanto, all’allarme lanciato dalla sindaca di Olzai si aggiunge quello del suo collega di Sarule, Paolo Ledda: le cavallette si spostano rapidamente, in tutta evidenza a passo ben più spedito di quanto facciano le misure di contrasto impantanate nei vari tavoli di discussione.
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