La Nuova Sardegna

Nuoro

Turismo ripartenza a muso duro

di Alessandro Mele
Turismo ripartenza a muso duro

Dalla Fattoria Istentales alla trattoria La Locanda: l’offerta di servizi per chi sceglie l’estate in città

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NUORO. Da quando si è allentata l’emergenza sanitaria, dopo mesi di chiusura forzata delle attività, l’offerta turistica in città riprende fiato. Proprietari e gestori di agriturismi e trattorie hanno potuto riprendere a respirare aria di lavoro anche se, pur non avendo aumentato i prezzi sui menù, non tutti stanno riuscendo a dare una vera e propria boccata di ossigeno. Nell’agriturismo fattoria didattica Istentales, immerso nella verde Badde manna, il peggio sembra essere superato: «La ripresa c’è ed è tangibile soprattutto nei fine settimana – racconta il frontman degli Istentales Gigi Sanna – e questo vale anche per l’area piscina dove c’è anche la scuola di nuoto e di il fitness». Sosta obbligata per chi vuole immergersi nelle acque di una vasta piscina coperta e riscaldata d’inverno e refrigerante nella calda stagione dell’estate, quando il verde dei monti circostanti si specchia e si mescola all’azzurro riflesso del cielo soprastante.

«Molta gente accorre non solo dalla città ma anche dai paesi limitrofi, soprattutto bambini e ragazzi – spiega Sanna –. Ci siamo attrezzati per una ripresa a 360 gradi: tutti i giorni si svolgono corsi di vario tipo ma anche nuoto libero su prenotazione e c’è anche l’area pic nic. Recuperare il perso è impossibile – sottolinea il cantante pastore – ma ci siamo ripresi soprattutto grazie alla voglia di vivere della gente: molte le famiglie che organizzano cerimonie anche fuori tempo rispetto al calendario. Abbiamo confermato al completo l’organico dei dipendenti delle strutture e dei manutentori, mantenendo gli stessi prezzi degli anni scorsi».

Segnali di positività anche dall’azienda agricola Su Pinnettu, nell’agro cittadino di Noruluvè: «La ripresa c’è anche se molto lenta. Il problema fondamentale – afferma il titolare Pietro Canu – è il recupero di 14 mesi durissimi dove pur non avendo dipendenti, i costi vivi da sostenere sono rimasti alti. Ho mantenuto lo stesso standard nei prezzi, una fortuna che arriva dalla scelta di lavorare solo su prenotazione. Non ci arrendiamo, anzi, stiamo attrezzando anche delle aree all’aperto per poter ospitare ancora più persone». In città la crisi delle trattorie sembra invece non avere mai fine: «Viviamo una ripresa a rilento rispetto all’apertura dello scorso anno – racconta Carla Maria Salaris, titolare della trattoria La locanda in via Brofferio –. Ho dovuto eliminare il menù fisso rispetto allo scorso anno mentre un dipendente e andato via. Ad agosto assumerò comunque una persona sperando che aumenti il lavoro».

Così Gianfranco Pranteddu, titolare della trattoria di via Aspromonte, pieno centro cittadino: «Il lavoro è ancora molto scarso soprattutto perché siamo penalizzati, nelle stagioni più calde, dall’avere un ristorante al chiuso. Lavoriamo solo in famiglia – sottolinea – e questo ci aiuta a non dover andare alla ricerca di nuovi dipendenti, anche i prezzi sono rimasti gli stessi».

Infine Nannino Guiso, titolare del circolo enogastronomico Su Mulinu, in via monsignor Cogoni, a due passi dal centro storico: «Non sta andando per niente bene in questi mesi – racconta –. Rimettere in moto i meccanismi non è facile dopo mesi e mesi di chiusure. Abbiamo deciso anche noi di non aumentare i costi per i clienti anche se la materia prima e aumentata di un buon 50%. Sono terribili le spese accumulate nei mesi della chiusura e ancora oggi è un momentaccio. Nonostante tutto – conclude Guiso – non chiuderemo e andiamo avanti con dignità per, come si dice, onore di firma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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