Il campo dedicato ai fratelli Zidda
di Paqujto Farina
Orune. La struttura sportiva onora i due giovani vittime del regime argentino
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ORUNE. È stato inaugurato ad Orune il nuovo campetto di calcio, intitolato a Mario e Francesco Zidda, i due fratelli vittime negli anni '70 della dittatura in Argentina. La cerimonia si è svolta alla presenza dei familiari, tra cui i nipoti Leonardo Tolu e Grazia Manca che con gli amministratori hanno apposto la targa commemorativa.
L’inaugurazione è stata preceduta da un convegno sulla figura dei due fratelli di Orune e, più in generale, sui drammatici accadimenti che hanno segnato uno dei periodi più bui della storia Argentina. Mario e Francesco appartenevano ad una famiglia di emigrati, figli di Giovanni e Angelica Chessa. È nel 1951 che Giovanni Zidda decide di recarsi in Argentina dove già da tempo risiedevano dei parenti. Il suo primo lavoro lo impegna come operaio in una cava di pietre, dandogli una certa stabilità economica. La famiglia lo raggiunge nel 1954 e si stabilisce prima a Mar del Plata e in seguito a Buones Aires.
I suoi tre figli, Francesco, Sebastiana e Mario svolgono gli studi nelle scuole locali. Mario in particolare si distingue subito e, con il sopranome “El Tano”, l'Italiano, diventa delegato sindacale in una importante fabbrica metalmeccanica, sposando da giovanissimo le idee della sinistra estrema.
Fu proprio durante una riunione del sindacato che, nel 1974 a soli 23 anni, viene prelevato dalla polizia insieme ad altri due studenti argentini. Imprigionato, subisce la tortura e in seguito viene fucilato. Non trascorre molto tempo dalla morte di Mario che anche Francesco viene prelevato dalla propria abitazione di Buenos Aires, incarcerato e tenuto prigioniero per diversi giorni. In seguito rilasciato, muore, anche lui giovanissimo, per un sarcoma nel 1977, a soli 29 anni.
La storia dei fratelli Zidda è stata ripercorsa durante i lavori che sono stati aperti dalla consigliera comunale Giuliana Pittalis. A nome della Giunta comunale sono intervenute la vicesindaca Giovanna Porcu e l'assessora Maria Rosaria Chessa. Il giornalista Tonio Pillonca ha coordinato gli interventi di Carlo Figari, quello molto commovente di Grazia Manca e di Ciriaco Davoli. Presente alla cerimonia anche il consigliere regionale di Orune, Giuseppe Talanas. Con la lettura di una poesia dedicata ai fratelli Zidda, ha chiuso la serata il poeta Mario Cherchi.
L’inaugurazione è stata preceduta da un convegno sulla figura dei due fratelli di Orune e, più in generale, sui drammatici accadimenti che hanno segnato uno dei periodi più bui della storia Argentina. Mario e Francesco appartenevano ad una famiglia di emigrati, figli di Giovanni e Angelica Chessa. È nel 1951 che Giovanni Zidda decide di recarsi in Argentina dove già da tempo risiedevano dei parenti. Il suo primo lavoro lo impegna come operaio in una cava di pietre, dandogli una certa stabilità economica. La famiglia lo raggiunge nel 1954 e si stabilisce prima a Mar del Plata e in seguito a Buones Aires.
I suoi tre figli, Francesco, Sebastiana e Mario svolgono gli studi nelle scuole locali. Mario in particolare si distingue subito e, con il sopranome “El Tano”, l'Italiano, diventa delegato sindacale in una importante fabbrica metalmeccanica, sposando da giovanissimo le idee della sinistra estrema.
Fu proprio durante una riunione del sindacato che, nel 1974 a soli 23 anni, viene prelevato dalla polizia insieme ad altri due studenti argentini. Imprigionato, subisce la tortura e in seguito viene fucilato. Non trascorre molto tempo dalla morte di Mario che anche Francesco viene prelevato dalla propria abitazione di Buenos Aires, incarcerato e tenuto prigioniero per diversi giorni. In seguito rilasciato, muore, anche lui giovanissimo, per un sarcoma nel 1977, a soli 29 anni.
La storia dei fratelli Zidda è stata ripercorsa durante i lavori che sono stati aperti dalla consigliera comunale Giuliana Pittalis. A nome della Giunta comunale sono intervenute la vicesindaca Giovanna Porcu e l'assessora Maria Rosaria Chessa. Il giornalista Tonio Pillonca ha coordinato gli interventi di Carlo Figari, quello molto commovente di Grazia Manca e di Ciriaco Davoli. Presente alla cerimonia anche il consigliere regionale di Orune, Giuseppe Talanas. Con la lettura di una poesia dedicata ai fratelli Zidda, ha chiuso la serata il poeta Mario Cherchi.
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