Incendi, il grande cuore dei volontari

Bosa. Sono state decine le iniziative per dare ristoro e ospitalità ai tanti evacuati

BOSA. Mentre dal cielo e da terra si interveniva per cercare di arginare i roghi che hanno devastato l’altopiano della Planargia, la macchina della Protezione Civile era già in moto in Planargia e a Bosa. Tante le iniziative intraprese fin dalle prime ore dell'emergenza per dare ristoro a quanti sono stati evacuati dalle abitazioni nei centri colpiti dal grande rogo. La colonna mobile del Comitato della Croce Rossa di Bosa ha lasciato la sede di via Don Sturzo a Bosa Marina dopo le 21 di sabato 24 luglio, diretta a Cuglieri in ausilio alla popolazione. Nel cuore della notte, quando il fuoco ha divampato in diversi punti dell’abitato, una pattuglia di volontari ha raggiunto a piedi una Rsa dove erano ospitati una quarantina di anziani. Insieme alle religiose che curano la struttura tutti sono stati collocati in un’ala dell’edificio ritenuta più sicura. Considerata la presenza di un bombolone di carburante si è però deciso per la evacuazione. Un operatore ha sfidato le condizioni estreme all’esterno e raggiunto a piedi altri soccorritori ed i vigili del fuoco. Appena possibile i mezzi della Croce Rossa ed un pulmino del centro di formazione della Polizia di Stato di Abbasanta, si apprende, hanno raggiunto la Rsa. Gli anziani, sani e salvi, sono arrivati intorno alle 5 del mattino di domenica a Bosa. La Curia Vescovile ha messo per loro a disposizione la struttura del Seminario, tra il viale Alberato ed il Lungotemo Amendola, per garantire una più consona assistenza. Già in tarda serata sempre a Bosa era stato allestito dalla Sala Operativa della Protezione civile comunale, responsabile il vice sindaco Alessandro Campus, un punto di raccolta e assistenza da utilizzare in caso di necessità. Quanti da Cuglieri erano stati stati ospitati a Sennariolo, in nottata hanno dovuto abbandonare anche il piccolo paese perché il fuoco si avvicinava pericolosamente alle case, raggiungendo Bosa. Oltre 250 le persone sono state ospitate per la notte nelle due palestre dell’area di via Gramsci, nella città del Temo, assistite da volontari della Croce Rossa e barracelli. Bosa Marina invece è stata presa d’assalto da residenti dei paesi della Planargia e turisti. L’intero altopiano era infatti invaso da una coltre di fumo denso e acre, comprese le marine di Porto Alabe e Santa Maria del Mare, mentre si lottava per fermare le fiamme alle periferie di Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Tinnura e Suni.

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