La quarta marcia per salvare la sanità: «Basta promesse»

Sorgono. Il comitato spontaneo punta a un presidio fisso «Continueremo sempre a rivendicare i nostri diritti»

SORGONO. La quarta marcia organizzata dal comitato “Sos sanità Barbagia Mandrolisai” sarà domani e si terrà in notturna. Il territorio ancora una volta farà sentire la propria voce, dopo la trasferta di Nuoro di fine luglio che ha riunito tanti comitati della provincia e di altre zone disagiate dal punto di vista sanitario della Sardegna. Obiettivo: ricevere risposte concrete, non promesse, «ma azioni che ci facciano capire che chi ci governa ha a cuore le sorti dell’assistenza sanitaria del nostro territorio e dell’intera provincia» commenta una delle promotrici della manifestazione Pina Cui, di Gadoni. Anche all’appuntamento di domani, tre saranno i cortei che alle 20,30 partiranno dal circondario di Sorgono, (da Atzara, da s’Isca ’e sa mela, e dalla fabbrica di sughero di Chinneli), per confluire tutte davanti all’ospedale San Camillo, «e qua inaugureremo il presidio permanente – spiega ancora Pina Cui –, un luogo fisso, che ci permetterà di avere una sede dove organizzare le nostre attività per rivendicare i nostri diritti a ricevere assistenza».

Oltre che per il San Camillo, presidio ospedaliero sorgonese sguarnito di fin troppe professionalità, si chiede attenzione anche per il San Francesco, per tutte le case della salute, e per la medicina di base, altra tessera del sistema nella quale si è creata una falla ormai troppo grande per il numero di Comuni che non dispongono di medici di famiglia. Nei progetti degli organizzatori c’è anche una quinta marcia: il 24 settembre si andrà a Cagliari. E qua verrà chiesta una convocazione straordinaria del Consiglio regionale alla presenza del ministro alla Sanità Roberto Speranza. Marcia annunciata il 30 luglio a Nuoro, quando i manifestanti sono stati ricevuti dal vicario del prefetto, Luca Dessì, e ascoltati dall’unico politico presente alla manifestazione: l’onorevole Andrea Frailis firmatario di una interrogazione al ministro Speranza, sottoscritta anche dagli onorevoli sardi Mura e Manca. «Per quella interrogazione ci aspettiamo risposte, ma ancora di più dalle autorità regionali affinché studino immediatamente delle soluzioni per tamponare quella che è diventata una vera e propria emergenza» continua Cui.

Emergenza riassunta diverse volte nei documenti portati sui tavoli delle rappresentanze politiche e che mette i cittadini del Mandrolisai in particolare in una situazione marginale dovuta alle difficoltà geografiche. Le gestioni delle emergenze, in cui il fattore tempo è determinante, ricade spesso su turni sguarniti di personale e mezzi. Da ultimo un codice rosso a Desulo, gestito con un mezzo di soccorso dove pare non ci fosse il medico a bordo.

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