Il turismo riparte dal Cedrino

Dorgali. Il lago è un’attrattiva sempre più gettonata dagli appassionati di canoa e di pesca

DORGALI. Ormai è “lagocedrinomania”. Sono sempre più numerosi gli appassionati di kayak e canoa, ma anche di pesca sportiva, che prendono d’assalto il lago Cedrino, specie nel periodo estivo. Turisti in arrivo sempre più numerosi da tutta Italia per la gioia delle tre aziende di Dorgali e una di Oliena, che operano in questo “nuovo” settore. Chi sembra non si sia mai accorto dell’importanza dell’invaso sulla diga di Pedra Othoni sia dal punto di vista ambientale sia turistico, paradossalmente è proprio il suo “padrone”, il Comune di Dorgali, che non ha mai speso un euro per valorizzare quella che è un vera e propria risorsa che altrove sarebbe stata valorizzata e tenuta in considerazione.

Al Comune di Dorgali, e non si parla solo dell’attuale amministrazione con le valige pronte, essendo giunta al termine del suo mandato, ma di tutte quelle che negli anni si sono susseguite. Nessuno si è mai ricordato del lago, come se fosse più un problema che una ricchezza inespressa. L’aspetto più singolare, per usare un eufemismo, è che nel sito turistico istituzionale di Dorgali, il lago Cedrino non esiste, nemmeno un accenno. Ieri, nell’arco dell’intera giornata, non meno di un centinaio di canoe hanno solcato le acque del lago, lungo i cinque chilometri che da Perda Othoni, in territorio di Dorgali arriva fino a qualche centinaio di metri dalle fonti di Su Gologone, a Oliena. I colori sgargianti delle canoe si riflettevano nel verde intenso del lago mentre le voci di ammirazione dei tanti vogatori, molti dei quali chiaramente alla prima esperienza, riecheggiavano in una cornice mozzafiato. I più fortunati, con i loro cellulari sono riusciti anche a catturare le immagini dei mufloni scesi dal monte per dissetarsi. Una piccola boccata di ossigeno con la speranza che qualcosa stia finalmente cambiando in senso positivo, dopo il periodo più nero da quando le società, tre di Dorgali e una di Oliena che operano nel campo del noleggio delle canoe, hanno iniziato le loro attività. “Canales” di Nanni Nieddu che per primo ebbe l’idea di noleggiare le canoe ai turisti, l’Ecoparco Neulè di Giampiero Gisellu, alle quali si è aggiunta la società di Michelangelo Ruiu e la società Le Fonti di Oliena, in questi giorni stanno lavorando alla grande. A questo si aggiunge la pesca turismo. Molti non sanno che il lago Cedrino è ricercatissimo per la pesca della trota persico. Lapo, giovane toscano, accompagna i clienti, uno per volta, con una imbarcazione a motore elettrico, supertecnologica, attrezzatissima. Una chiatta, con ecoscandaglio per individuare l’ambitissimo pesce. Il cliente appassionato di pesca turismo è Massimo: «Sono di Nurallao. Sì, ci sono tanti altri laghi in Sardegna ma il Cedrino è unico in tutti i sensi. Sono venuto con Lapo lo scorso anno e mi sono innamorato, sia del posto sia del tipo di pesca». In realtà molti appassionati del posto si sono sempre lamentati con chi aveva introdotto nel lago questo tipo di pesce che poi avrebbe divorato tutte le altre specie presenti. Di tutt’altro parere, Lapo: «Questo tipo di pesce porta soldi. È una specie combattiva difficile da catturare, ambitissima per i pescatori sportivi come Massimo». Che assicura: «Una volta catturato, lo ributto in acqua».

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