Ortobene alla ricerca di servizi
di Francesco Pirisi
L’albergatore Mario Zizi: «Turisti in aumento ma restano i disagi dovuti alla rete idrica e ai trasporti»
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NUORO. Molti turisti italiani a luglio e oggi francesi, olandesi e tedeschi. Il monte Ortobene riprende il suo ruolo di località turistica di eccellenza proprio nell’anno più duro per i viaggi di vacanze, segnati ancora dall’emergenza Covid. I numeri sono ancora al 50 per cento rispetto al tempo pre-pandemico, ma si è in piena risalita. «Due giorni fa è arrivata una coppia dalla Francia. Mi hanno chiesto di indicargli dei percorsi per fare la camminata», racconta Mario Zizi, titolare da 21 anni del Bed&Breakfast di Solotti. «La vocazione dell’Ortobene – aggiunge – è proprio quella di una località dove poter vivere a contatto con la natura e godersi una vacanza in tutta tranquillità». La condizione felice non nasconde tuttavia alcune carenze.
Sempre Zizi: «Il servizio dei bus urbani andrebbe potenziato, per garantire delle corse sino almeno alle 22,30. L’altro problema è quello idrico – ricorda Zizi – perché se l’acqua erogata da Abbanoa non crea grossi problemi riguardo alla quantità, lo stesso non può dirsi per la qualità, visto che spesso è di colore marrone». La questione tuttavia sembra quasi passare in secondo piano nelle parole dell’albergatore, considerata la fiducia per i nuovi sussulti di una località turistica colpita negli ultimi lustri come da una crisi d’identità, ancor prima che dalle restrizioni del Covid. «Togliamo i mesi di spalla – spiega Mario Zizi – nei quali c’erano ancora dei limiti agli spostamenti, già da luglio abbiamo avuto i primi gruppi. Presenze che si sono poi ingrossate ad agosto. Il mese di settembre è un’incognita – anticipa – legata sempre a come evolverà la pandemia, e alla presenza o meno di limitazioni ai viaggi. La domanda in autunno – precisa Zizi – è più che altro di chi è interessato all’escursionismo e ai vari cammini». Chi in questi mesi ha soggiornato a due passi del Redentore è invece partito per le visite alle cale del golfo di Orosei o agli insediamenti archeologici del circondario, di Noddule, Romanzesu, Su tempiesu, o a Tiscali, sul versante orientale.
«Il mare da noi è una quarantina di minuti d’auto – rimarca Zizi – e questo dà un vantaggio alla vocazione dell’Ortobene. Sono sempre convinto – continua – che esso sia il luogo più adatto, oltreché per godere del completo relax, anche per soggiornarvi e partire alla scoperta dei posti e delle tradizioni della Sardegna». Un po’ ispiratore dell’isola e un altro po’ luogo per la vacanza alternativa. Lo confermano le parole dell’albergatore di Solotti: «Oggi c’è una grande richiesta per il turismo legato al contatto con la natura e alle escursioni. Quello che sorprende – spiega Zizi – è che in molti casi si tratta di giovani, che privilegiano la vacanza nella nostra località alle ferie frenetiche, all’insegna della musica e del divertimento sfrenato, nei centri rinomati della costa nord-orientale». Quello sport entrato nel nuovo costume delle generazioni ultime, lo si può già svolgere proprio sull’Ortobene. Disponibili i 9 chilometri del cosiddetto percorso “101”, dalla Solitudine alla statua del Redentore. Mentre si attende il completamento dei due nuovi sentieri, realizzati da Forestas, che dovrebbero riunirsi e chiudere l’intera area del monte, dall’ex Esit alla casa Chironi, sempre sul versante meridionale della montagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sempre Zizi: «Il servizio dei bus urbani andrebbe potenziato, per garantire delle corse sino almeno alle 22,30. L’altro problema è quello idrico – ricorda Zizi – perché se l’acqua erogata da Abbanoa non crea grossi problemi riguardo alla quantità, lo stesso non può dirsi per la qualità, visto che spesso è di colore marrone». La questione tuttavia sembra quasi passare in secondo piano nelle parole dell’albergatore, considerata la fiducia per i nuovi sussulti di una località turistica colpita negli ultimi lustri come da una crisi d’identità, ancor prima che dalle restrizioni del Covid. «Togliamo i mesi di spalla – spiega Mario Zizi – nei quali c’erano ancora dei limiti agli spostamenti, già da luglio abbiamo avuto i primi gruppi. Presenze che si sono poi ingrossate ad agosto. Il mese di settembre è un’incognita – anticipa – legata sempre a come evolverà la pandemia, e alla presenza o meno di limitazioni ai viaggi. La domanda in autunno – precisa Zizi – è più che altro di chi è interessato all’escursionismo e ai vari cammini». Chi in questi mesi ha soggiornato a due passi del Redentore è invece partito per le visite alle cale del golfo di Orosei o agli insediamenti archeologici del circondario, di Noddule, Romanzesu, Su tempiesu, o a Tiscali, sul versante orientale.
«Il mare da noi è una quarantina di minuti d’auto – rimarca Zizi – e questo dà un vantaggio alla vocazione dell’Ortobene. Sono sempre convinto – continua – che esso sia il luogo più adatto, oltreché per godere del completo relax, anche per soggiornarvi e partire alla scoperta dei posti e delle tradizioni della Sardegna». Un po’ ispiratore dell’isola e un altro po’ luogo per la vacanza alternativa. Lo confermano le parole dell’albergatore di Solotti: «Oggi c’è una grande richiesta per il turismo legato al contatto con la natura e alle escursioni. Quello che sorprende – spiega Zizi – è che in molti casi si tratta di giovani, che privilegiano la vacanza nella nostra località alle ferie frenetiche, all’insegna della musica e del divertimento sfrenato, nei centri rinomati della costa nord-orientale». Quello sport entrato nel nuovo costume delle generazioni ultime, lo si può già svolgere proprio sull’Ortobene. Disponibili i 9 chilometri del cosiddetto percorso “101”, dalla Solitudine alla statua del Redentore. Mentre si attende il completamento dei due nuovi sentieri, realizzati da Forestas, che dovrebbero riunirsi e chiudere l’intera area del monte, dall’ex Esit alla casa Chironi, sempre sul versante meridionale della montagna.
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