Patapum, arte a misura di bimbo

Il festival proposto da Bocheteatro dal 30 agosto al 3 settembre tra laboratori e spettacoli serali

NUORO. Laboratori artistici, spettacoli di teatro e musica. Di queste attività sarà colmo il festival Patapum, dal 30 agosto al 3 settembre a Nuoro, su iniziativa della compagnia Bocheteatro. Protagonisti bambini e ragazzi del capoluogo e del territorio, da zero a 18 anni. L’attività è prevista nei giardini “Nicola Porcu”, di viale Trieste. S’inizia alle 9 e si va avanti per l’intera giornata. Dalle 20.30 gli spettacoli serali, che avranno tra i protagonisti sia gli attori di “Bocheteatro”, sia di altre compagnie isolane, insieme a gruppi musicali e del mondo circense. La manifestazione è stata presentata ieri mattina da Monica Corimbi, responsabile artistica del festival, e dall’assessora comunale delle Politiche sociali, Fausta Moroni. Questo perché l’amministrazione civica è il primo partner del festival, che è giunto alla sua quarta edizione: «L’impegno diretto nella manifestazione – ha spiegato Moroni – nasce dalla volontà di far diventare Patapum il festival dei ragazzi, di Nuoro e del suo circondario». Anzi, l’assessora già vi intravede il primo tassello, «per la realizzazione della “città dei bambini”, insieme a una serie di altre iniziative in cantiere». Tra i motivi di soddisfazione dell’amministrazione municipale anche il fatto, ricordato da Moroni, che «tra i volontari del festival ci saranno i ragazzi impegnati nelle attività degli operatori di strada, del Consiglio comunale dei piccoli e del servizio civile». Su cosa sarà il festival nei suoi cinque giorni di attività, ha fatto alcune anticipazioni l’attrice Corimbi. Partendo proprio dalla natura della parentesi ricreativa e culturale: «Il Patapum – ha spiegato – è un condensato di quanto facciamo a teatro durante l’anno, ma con la ricchezza di un respiro più ampio, considerati il numero delle attività e dei protagonisti. Senza fare torto a nulla e a nessuno – aggiunge – segnalo l’iniziativa del “bookcrossing”, ossia l’allestimento di alcune casette riempite di libri, una nel giardino del festival, le altre in alcuni quartieri della città. Tra i protagonisti – ricorda ancora Corimbi – gli adulti del progetto teatrale “Come d’incanto”, che leggeranno delle storie ai più piccoli». I laboratori sono la parte centrale del lavoro. Ogni giorno, dalle 9, una decina di attività, che hanno già una ventina di iscritti a testa. Mentre la sera, dalle 20.30, il teatro dei grandi e la musica, per allietare un pubblico, a quel punto, di ogni età. Quest’ultima, tra l’altro, è la stessa scaletta dell’avvio del festival, lunedì 30 agosto. Nei giardini di viale Trieste l’inaugurazione della prima casetta “Bookcrossing” (sono donate da Bocheateatro, ndc) e l’incontro con la scrittrice Giusi Quarenghi, che parlerà di poesia e di come approcciarvisi. Chiuderà uno spettacolo di clown. E proprio come nella tradizione circense, qualche momento prima (ore 18), il festival sarà annunciato al Corso da una sfilata di alcuni tra i protagonisti, estemporanei già dal vestiario e oltreché dal mandato di annunciare rumorosamente che ai giardini lo “spettacolo sta per iniziare”. Contribuiscono al festival, la Fondazione di Sardegna, le biblioteche Satta e scolastica di Furreddu, le associazioni “Manca Spazio” e “Dietro mamma non siamo”, la libreria Mieleamaro.

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