Devianze giovanili gli operatori di strada scendono in campo
di Francesco Pirisi
Il bilancio positivo dei primi mesi del servizio comunale L’assessora Moroni: «Tanti ragazzi coinvolti nei progetti»
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NUORO. L’amministrazione civica assesta il primo colpo contro il disagio giovanile. Lo fa attraverso i tre operatori di strada, ingaggiati la primavera scorsa, nel progetto del settore delle politiche sociali. L’assessora Fausta Moroni conferma le note positive: «Gli operatori hanno stabilito il contatto con diversi ragazzi e iniziato con loro alcune attività formative. Il fatto felice di questa prima azione – spiega Moroni – è la volontà dei minori di partecipare ai progetti dell’amministrazione civica». Un esempio, in questi giorni, è il festival per bambini e ragazzi, “Patapum”, organizzato dalla compagnia “Bocheteatro”, con la collaborazione del Comune. I ragazzi coinvolti dagli operatori di strada sono tra i volontari nei gruppi che dal 30 agosto e ancora per tutta la giornata di oggi tengono i laboratori e gli spettacoli del festival, nei giardini “Nicola Porcu”, di via Trieste. Un successo, tanto da far sembrare lontani anche nel tempo i disordini e le violenze che hanno coinvolto compagnie di ragazzi e giovani, nel capoluogo. I fatti sono quelli delle intemperanze contro una famiglia e di anziani, a “Seuna”, a febbraio, e della rissa tra gruppi rivali, nel mese successivo, in via “Istiritta”. Pericolosi e non messi nel conto a tal punto da richiedere un massiccio intervento delle forze dell’ordine e dare la motivazione ad alcune interpellante in consiglio comunale, che poi si è riunito in una seduta aperta a esperti e cittadini. Il nervo scoperto soprattutto quello rappresentato dalla fascia dei giovanissimi e sino alla maggiore età, a Nuoro tra le più nutrite, con 1300 persone.
E poi, soprattutto nell’ottica della prevenzione, attenzioni rivolte alla realtà adolescenziale, composta da poco meno di un migliaio di ragazzi. Gli altri ambiti di analisi e interventi di amministratori e operatori specializzati quelli delle fasce dai 19 ai 21 anni (1040 unità) e dai 22 ai 25, che con 1450 giovani è la più numerosa. Dagli esiti delle indagini, causa ed effetto della devianza, a un tempo, il consumo esagerato di alcool e l’uso di droghe. Ma anche la dipendenza dai social.
Diversi mesi dopo da quando il fenomeno si è mostrato in tutta la sua virulenza, l’assessora Moroni comunque propende e chiede una rivisitazione della situazione: «La problematica – afferma – si è manifestata nei modi che abbiamo visto, ma era certo già presente anche prima di quest’anno risultato per così dire “sensibile”. Ora, però, credo sia opportuno non continuare con questa narrazione, che alla fine è snervante».
«L’attività in questi mesi degli operatori di strada – spiega Moroni – conferma che i ragazzi sono pronti a impegnarsi in progetti che li coinvolgano nei loro interessi. Ma devono sentirsi una risorsa per la comunità mentre se continuiamo a vederli come un problema, i primi a demoralizzarsi saranno i ragazzi stessi, non più in grado di rispondere ai nostri stimoli». Il terreno in cui inizialmente si sono confrontati gli operatori con i giovani, spesso tra i più a rischio di devianza, è stato quello delle tematiche di attualità e l’organizzazione di attive ricreative. Li ricorda ancora l’assessora: «In certi casi sono stati temi impegnativi, come l’identità di genere. Hanno chiesto anche spazi dove praticare degli hobby, a iniziare dalla musica. Il tutto all’interno di un rapporto amichevole con gli operatori di strada che non sono stati visti come delle ingerenze esterne rispetto al loro mondo».
E poi, soprattutto nell’ottica della prevenzione, attenzioni rivolte alla realtà adolescenziale, composta da poco meno di un migliaio di ragazzi. Gli altri ambiti di analisi e interventi di amministratori e operatori specializzati quelli delle fasce dai 19 ai 21 anni (1040 unità) e dai 22 ai 25, che con 1450 giovani è la più numerosa. Dagli esiti delle indagini, causa ed effetto della devianza, a un tempo, il consumo esagerato di alcool e l’uso di droghe. Ma anche la dipendenza dai social.
Diversi mesi dopo da quando il fenomeno si è mostrato in tutta la sua virulenza, l’assessora Moroni comunque propende e chiede una rivisitazione della situazione: «La problematica – afferma – si è manifestata nei modi che abbiamo visto, ma era certo già presente anche prima di quest’anno risultato per così dire “sensibile”. Ora, però, credo sia opportuno non continuare con questa narrazione, che alla fine è snervante».
«L’attività in questi mesi degli operatori di strada – spiega Moroni – conferma che i ragazzi sono pronti a impegnarsi in progetti che li coinvolgano nei loro interessi. Ma devono sentirsi una risorsa per la comunità mentre se continuiamo a vederli come un problema, i primi a demoralizzarsi saranno i ragazzi stessi, non più in grado di rispondere ai nostri stimoli». Il terreno in cui inizialmente si sono confrontati gli operatori con i giovani, spesso tra i più a rischio di devianza, è stato quello delle tematiche di attualità e l’organizzazione di attive ricreative. Li ricorda ancora l’assessora: «In certi casi sono stati temi impegnativi, come l’identità di genere. Hanno chiesto anche spazi dove praticare degli hobby, a iniziare dalla musica. Il tutto all’interno di un rapporto amichevole con gli operatori di strada che non sono stati visti come delle ingerenze esterne rispetto al loro mondo».
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