Le parti civili presentano il conto
di Giusy Ferreli
In tribunale a Lanusei l’odissea dei malati di tumore: militare chiede risarcimento di 20 milioni di euro
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LANUSEI. Una lunga via crucis, fatta di malattia e sofferenza, accomuna le esistenze di tanti malati di tumore. Uomini e donne che per svariati motivi hanno legato il loro destino al Poligono sperimentale interforze e che ora, nelle battute finali del processo sui veleni di Quirra reclamano risarcimenti milionari. Sulle responsabilità degli 8 ex comandante del Pisq accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri, le parti civili che anche ieri si son susseguite di fronte al giudice del tribunale di Lanusei Nicole Serra, e non ha dubbi l’avvocato Bachisio Mele che per oltre due ore ha riferito fatti e circostanze, non hanno dubbi le avvocate Ida Depperu e Pina Zampetto che per la loro assistita, una ex caporalmaggiore malata di una rarissima patologia tumorale al surrene, hanno chiesto una cifra record di 20milioni di euro.
Mele rispolvera le testimonianze di 5 anni di dibattimento, a corroborare la tesi che i comandanti siano da considerare i datori di lavoro e quindi i responsabili della sicurezza del personale.
«C’erano i soldi per bonifiche e dispositivi ma i comandanti non li hanno mai messi a disposizione» tuona in aula l’avvocato rileggendo la testimonianza del tenente colonnello Castellet y Ballarà responsabile della prevenzione nella base a cavallo tra Ogliastra e Sarrabus. «Le azioni erano inserite nella programmazione annuale ma soldi non si sono mai visti». Sotto accusa finiscono anche i missili Milan, o meglio il fatto che contro il torio, sostanza radioattiva contenuta nel sistema di puntamento, gli alti ufficiali non abbiano mai previsto le forme di protezione individuale che sarebbero state necessarie considerate anche le precauzione indicate in una comunicazione del Ministero della difesa che, misteriosamente, non sono mai arrivate in Poligono. Nessuna recinzione e nessun cartello, inoltre, erano presenti nella zona Torri, quella dei brillamenti dove non cresce un filo d’erba, o nelle altre zone a rischio. Per i suoi 4 assistiti – un quinto nel frattempo è deceduto – l’avvocato Mele chiede, accertata la colpevolezza, un risarcimento complessivi di 2 milioni di euro, in solido con il Ministero della difesa. Per Maria Chiara Pala, che da caporalmaggiore addetta allo sgombero del poligono si ritrovò ad appena 23 anni con un rarissimo tumore alla corteccia surrenale imputabile secondo gli esperti all’inquinamento, nessuna discussione. La sua vicenda, quella di una donna giovanissima mandata a raccogliere ciò che rimaneva sul terreno dopo i brillamenti con i soli guanti di lattice, dopo una drammatica testimonianza in aula è impressa nero su bianco nelle conclusioni depositate in tribunale assieme alla richiesta di 20 milioni (5 di provvisionale) dalle sue legali. L’avvocato Marco Pani, chiede «un equo risarcimento» per una giovane donna rimasta orfana a 25 anni di suo padre, missilista nel distaccamento a mare di Capo San Lorenzo deceduto per un tumore. Ci sono poi i danni patrimoniali di due allevatori di Villagrande Strisali, la cui quantificazione è stata demandata dal loro legale Sebastiano Tronci al giudice Serra, e quelli da esposizione per due cittadini di Jerzu assistiti da Maurizio Corda. Martedì, a conclusione della discussione l'avvocato Agostinangelo Marras, che tutela il Comune di Villagrande ha chiesto una provvisionale di 300mila euro. La discussione riprende il 22 settembre con le ultime parti civili e per la calendarizzazione delle udienze riservate ai difensori degli imputati: i generali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni e Carlo Landi e Paolo Ricci, e i comandanti del distaccamento di Capo San Lorenzo, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mele rispolvera le testimonianze di 5 anni di dibattimento, a corroborare la tesi che i comandanti siano da considerare i datori di lavoro e quindi i responsabili della sicurezza del personale.
«C’erano i soldi per bonifiche e dispositivi ma i comandanti non li hanno mai messi a disposizione» tuona in aula l’avvocato rileggendo la testimonianza del tenente colonnello Castellet y Ballarà responsabile della prevenzione nella base a cavallo tra Ogliastra e Sarrabus. «Le azioni erano inserite nella programmazione annuale ma soldi non si sono mai visti». Sotto accusa finiscono anche i missili Milan, o meglio il fatto che contro il torio, sostanza radioattiva contenuta nel sistema di puntamento, gli alti ufficiali non abbiano mai previsto le forme di protezione individuale che sarebbero state necessarie considerate anche le precauzione indicate in una comunicazione del Ministero della difesa che, misteriosamente, non sono mai arrivate in Poligono. Nessuna recinzione e nessun cartello, inoltre, erano presenti nella zona Torri, quella dei brillamenti dove non cresce un filo d’erba, o nelle altre zone a rischio. Per i suoi 4 assistiti – un quinto nel frattempo è deceduto – l’avvocato Mele chiede, accertata la colpevolezza, un risarcimento complessivi di 2 milioni di euro, in solido con il Ministero della difesa. Per Maria Chiara Pala, che da caporalmaggiore addetta allo sgombero del poligono si ritrovò ad appena 23 anni con un rarissimo tumore alla corteccia surrenale imputabile secondo gli esperti all’inquinamento, nessuna discussione. La sua vicenda, quella di una donna giovanissima mandata a raccogliere ciò che rimaneva sul terreno dopo i brillamenti con i soli guanti di lattice, dopo una drammatica testimonianza in aula è impressa nero su bianco nelle conclusioni depositate in tribunale assieme alla richiesta di 20 milioni (5 di provvisionale) dalle sue legali. L’avvocato Marco Pani, chiede «un equo risarcimento» per una giovane donna rimasta orfana a 25 anni di suo padre, missilista nel distaccamento a mare di Capo San Lorenzo deceduto per un tumore. Ci sono poi i danni patrimoniali di due allevatori di Villagrande Strisali, la cui quantificazione è stata demandata dal loro legale Sebastiano Tronci al giudice Serra, e quelli da esposizione per due cittadini di Jerzu assistiti da Maurizio Corda. Martedì, a conclusione della discussione l'avvocato Agostinangelo Marras, che tutela il Comune di Villagrande ha chiesto una provvisionale di 300mila euro. La discussione riprende il 22 settembre con le ultime parti civili e per la calendarizzazione delle udienze riservate ai difensori degli imputati: i generali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni e Carlo Landi e Paolo Ricci, e i comandanti del distaccamento di Capo San Lorenzo, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon.
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