Presente e futuro dell’autonomia della Regione
Stasera un confronto tra politici e docenti universitari promosso dall’associazione Stazione Garibaldi
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NUORO. Il confronto politico questa sera propone in città un dibattito su autonomia e futuro della Sardegna. Lo animeranno gli ex presidenti della Regione, Angelo Rojch e Antonello Cabras, il capogruppo in Consiglio regionale dei Cinque Stelle, Alma Desirè Manca, i docenti Omar Chessa e Gian Mario Demuro, che insegnano diritto costituzionale nelle università rispettivamente di Sassari e Cagliari. Modera l’esponente del Pd, Daniela Forma. L’iniziativa è della neonata associazione Stazione Garibaldi, che riunisce alcuni rappresentanti della sinistra locale. S’inizia alle 18, nella sede del Corso Garibaldi, al n.195. A tecnici e politici i promotori chiedono un’analisi su ciò che ha rappresentato l’autonomia, con il suo statuto, su cos’è oggi e soprattutto gli eventuali cambiamenti per il domani della regione. «Un tema da sempre delicato per la condizione dell’isola e proprio per questo è fondamentale mettere al centro la possibile proiezione futura dell’istituto dell’autonomia» spiegano i “soci” di Stazione Garibaldi, Francesco Manca, Natascia Demurtas, Salvatore Urru ed Elena Carta. Un esame che arriva a 73 anni dall’approvazione dello statuto speciale, nel principio del nuovo corso repubblicano. Istituto contenuto all’interno della legge 3, approvata dall’Assemblea costituente, nel febbraio del 1948. Uno spartiacque tra un’isola sino a quel punto pressoché sempre comandata dall’esterno, a una regione dotata di personalità giuridica, con spazi di autogestione, da fare valere sia nel confronto all’interno dello Stato, sia più tardi con gli organismi sovranazionali. Tra gli aspetti da considerare il fatto che l’autonomia arrivava dopo il ventennio fascista e un accentramento statale, nei programmi e nelle decisioni, ancora più forte. Tra chi ha governato l’autonomia in questi sette decenni proprio i due presidenti Rojch e Cabras, a partire dagli anni ’80 a capo di due amministrazioni di centrosinistra. Il potenziamento dell’autonomia è stato tra i temi iscritti nella loro agenda. Nel convegno di stasera, nella saletta del Corso Garibaldi, si potranno avere notizie e idee riguardo alle esigenze attuali della regione e quanta parte delle prospettive si legano alle modifiche dello statuto dell’autonomia. Non deve trarre in inganno il fatto che sono trascorsi 73 anni dal primo ordinamento regionale, per non dare credito al fatto che quello attuale è ancora un tempo di rivendicazione. In questo senso si potrebbe rinverdire l’esempio della prima metà del 900’. I combattenti della grande guerra maturarono l’idea di una regione autonoma e protagonista. I leader del secondo dopo-guerra ritornarono sul punto, dopo il regime, e ottennero il risultato. Non fu però quanto si sarebbero aspettati. Tanto che il concetto del sardista Emilio Lussu, all’Assemblea costituente, fu di questo tenore: «Lo statuto che ci viene assegnato sta al concetto di autonomia come un gatto lo è rispetto alla famiglia dei felini». Prevalse l’idea di accettarlo. Ma sempre con l’intenzione di cambiarlo. (f.p.)
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