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Nuoro

Torpè l’acqua della rete non è potabile

di Sergio Secci
Torpè l’acqua della rete non è potabile

Iniziano i disagi per il centro baroniese: a ottobre restrizioni per i lavori nella diga

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TORPÈ. Da venerdì scorso non è possibile utilizzare l’acqua dei rubinetti per scopi idropotabili. Lo rende noto il sindaco Martino Sanna dopo aver ricevuto la segnalazione dell’azienda per la tutela della salute. «Visti i risultati delle analisi eseguite dall’Arpas di Sassari sui campioni prelevati il 13 settembre – spiega il sindaco – l’acqua erogata nella rete idrica del comune non è idonea per uso potabile, per la preparazione degli alimenti, in cui ne rappresenta la componente principale. Questo a causa del fuori norma dei valori dei cloriti e pertanto, c’è II divieto di utilizzo dell'acqua proveniente dalla rete idrica del paese per il consumo umano, gli usi potabili e alimentari, fino alla verifica ed al rientro dei parametri nella normalità dei valori». Ennesima beffa quindi per gli abitanti del popoloso centro baroniese che per tutta l’estate hanno dovuto fare i conti con le bizze della rete idrica con continui disservizi e interruzione dell’erogazione nelle case del paese. Il disservizio così come è successo quest’estate a La Caletta e Posada, sarebbe legato alla pessima qualità dell’acqua proveniente dall’invaso Maccheronis che non consente ai potabilizzatori della zona di rendere il liquido a norma per il consumo umano. Una situazione che si ripete e che per Torpè rappresenta un grosso handicap visto che la rete idrica comunale, non è servita dalla sorgente di Frunch’e Oche che alimenta gli altri centri costieri. Da ricordare poi che gli abitanti di Torpè subiranno probabilmente altri disagi a fine ottobre quando, per permettere il completamento dei lavori nella diga Maccheronis, l’invaso che sbarra il Rio Posada sarà quasi completamente svuotato. Previsti circa tre mesi di lavori mentre si sta ancora studiando la soluzione più idonea per far fronte alle esigenze idriche dei residenti. Tra le soluzioni proposte, quelle di un prelievo d’acqua direttamente dal fiume al potabilizzatore con un chilometro di condotte provvisorie o la realizzazione di una tubazione provvisoria dalla condotta che arriva da Siniscola e passa in agro di Posada per approvvigionare le frazioni di Budoni e San Teodoro.

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