Un progetto sul Dna dei centenari

Presentata a Perdasdefogu la prima ricerca sul cancro voluta dalla Fondazione

PERDASDEFOGU. Il Dna dei centenari ogliastrini e l’Università di Sassari in un progetto di ricerca sul cancro voluto dalla Fondazione per la tutela dell’identità ogliastrina e della Barbagia di Seulo. L’iniziativa è stata illustrata ieri pomeriggio, alla presenza del rettore Gavino Mariotti, nella biblioteca di Perdasdefogu dai responsabili scientifici dello studio, il primo dopo le controverse vicende del progetto SharDna, alla presenza di cittadini e amministratori locali. Con i professori Antonio Cossu (Anatomia patologica) e Giuseppe Palmieri (Oncologia medica) la professoressa Grazia Fenu Pintori, ricercatrice incaricata dalla Fondazione di custodire i campioni biologici e i dati di quella che fu la biobanca SharDna, materiale che a breve dovrebbe essere dissequestrato dal tribunale di Lanusei e consegnati alla realtà costituita per la tutela e la valorizzazione del genoma sardo che inizierà con lo studio denominato “Valutazione delle alterazioni molecolari coinvolte nelle malattie complesse o multifattoriali e loro correlazione con epidemiologia, patologia e genetica”. «Il progetto – ha sottolineato Fenu Pintori – ha come scopo principale il sequenziamento del Dna dei campioni custoditi, non appena disponibili, e quello dei soggetti rimasti fuori dai precedenti studi, al fine di consegnare alla Fondazione e di conseguenza alla popolazione un patrimonio biologico custode di dati scientifici che, nel corso degli anni potrebbero costituire un punto di partenza per chiunque volesse approcciarsi allo studio di patologie caratterizzate da anomalie genetiche». Il progetto si articola in più fasi: si parte con lo studio del Dna dell’isolato genetico della popolazione con le più moderne tecniche a disposizione per arrivare alla costituzioni di una biobanca informatica e al confronto delle mappe genetiche ottenute con le sequenze già note di numerose patologie tumorali. «I tumori – ha ricordato la ricercatrice – sono una delle principali cause di morte e, a tutt’oggi, sono un campo di studio vastissimo, dove le conoscenze genetiche sono indispensabili per la diagnostica, la caratterizzazione e la cura mirata». Per Flavio Cabitza, portavoce dell’associazione Identità ogliastrina che ha voluto la costituzione di una fondazione per la tutela del Dna il progetto non è solo un primo, importante banco di prova per l’attività ma anche un successo per gli ogliastrini. «Questa – ha detto – è una giornata importante per chi si è impegnato affinché il prezioso patrimonio genetico tornasse nelle mani dei legittimi proprietari» . Dopo la presentazione dello studio la fondazione ha deliberato l’ingresso dei Comuni di Loceri e Seui.

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