Radiologia dimezzata, servizio off limits
di Giusy Ferreli
La senologia costretta a ridurre le ore di lavoro per la lotta al tumore al seno, le liste di attesa diventano infinite
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NUORO. Prevenzione, angiografia, radiologia interventistica e tradizionale. L’eccellenza che un tempo contraddistingueva il San Francesco di Nuoro è ormai solo un miraggio. Nell’unità operativa, dalla quale peraltro dipende il buon funzionamento dell’intero presidio ospedaliero, la situazione è da tempo insostenibile. Basterebbe dare un’occhiata ai numeri (risicati) del personale in servizio nel reparto per capire che peggio di così. A fronte di una dotazione organica prevista di 28 medici e 34 tecnici oggi si trovano ad operare con turni massacranti, ferie non godute, riposi dilazionati a lunghissimo termine e tantissimo volontariato 13 medici e 15 tecnici. Va da sé che nei servizi da coprire (angiografia, ecografia, radiologia tradizionale, tac, risonanza magnetica e sala operatoria) le prestazioni siano ridotte al lumicino. E basta dare un’occhiata all’attività della senologia, presidio fondamentale per contrastare il tumore alla mammella, che lavora 5 giorni su 7 per appena 6 ore e con liste di attesa infinite, per comprendere che fare prevenzione è un’impresa ardua se non impossibile. I numeri del disastro radiologia finiranno all’attenzione dell’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu (che nel frattempo ha annunciato l’assunzione di 5mila operatori sanitari nei prossimi 3 anni) grazie al question time, urgente, depositato dal consigliere regionale Daniele Cocco (Leu).
«I 6 servizi dovrebbero operare su 2 turni. Per la notte e la pronta disponibilità dovrebbero ruotare giornalmente 14 tecnici cosa che non è possibile fare ovviamente» sottolinea il consigliere regionale che il problema, da tecnico radiologo e vice presidente della Commissione sanità, lo conosce bene. E nel snocciolare i numeri ricorda le dichiarazione dei vertici della Assl di Nuoro che davano imminente l’arrivo di 15 tecnici di radiologia al San Francesco. «Angiografia ha un solo medico che garantisce il servizio diurno, per cui le urgenze fuori orario non hanno certezza di essere trattate. La radiologia tradizionale assicura solo gli esami urgenti del pronto soccorso e delle corsie interne così come la tac, la risonanza lavora su un turno di 6 ore mentre la sala operatoria dovrebbe svolgere la propria attività ordinaria con 2 tecnici ma ne ha solo 1. La notte il tecnico che svolge l’attività per le urgenze e i politraumatizzati deve assolvere anche alle chiamate della sala operatoria». Nel reparto ci sono 2 risonanze 2 tac, ovviamente sottoutilizzate per mancanza di personale. Che fine abbiano fatto i concorsi espletati per le due figure professionali è un mistero insondabile. Le buone notizie attese dal concorso che l’Ats ha indetto a livello regionale per l’assunzione definitiva dei radiologi da assegnare ai diversi poli sanitaria della Sardegna, dove a parte poche eccezioni, si registra una cronica carenza di personale non arrivano. Le procedure concorsuali sono state espletate, l’elenco dei medici è stato stilato. Si attende solamente che l’azienda unica guidata dal commissario straordinario, Massimo Temussi, scorra la graduatoria e proceda all’assegnazione delle unità all’ospedale del capoluogo barbaricino dove manca quasi la metà degli specialisti . «Evidentemente – conclude Cocco –, nonostante le sollecitazioni continue non ci si rende conto della drammaticità della situazione». Il rischio fondato è la chiusura di alcuni servizi sino a poco tempo fa eccellenti e tuttora indispensabili per i cittadini che risiedono nell’ambito provinciale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«I 6 servizi dovrebbero operare su 2 turni. Per la notte e la pronta disponibilità dovrebbero ruotare giornalmente 14 tecnici cosa che non è possibile fare ovviamente» sottolinea il consigliere regionale che il problema, da tecnico radiologo e vice presidente della Commissione sanità, lo conosce bene. E nel snocciolare i numeri ricorda le dichiarazione dei vertici della Assl di Nuoro che davano imminente l’arrivo di 15 tecnici di radiologia al San Francesco. «Angiografia ha un solo medico che garantisce il servizio diurno, per cui le urgenze fuori orario non hanno certezza di essere trattate. La radiologia tradizionale assicura solo gli esami urgenti del pronto soccorso e delle corsie interne così come la tac, la risonanza lavora su un turno di 6 ore mentre la sala operatoria dovrebbe svolgere la propria attività ordinaria con 2 tecnici ma ne ha solo 1. La notte il tecnico che svolge l’attività per le urgenze e i politraumatizzati deve assolvere anche alle chiamate della sala operatoria». Nel reparto ci sono 2 risonanze 2 tac, ovviamente sottoutilizzate per mancanza di personale. Che fine abbiano fatto i concorsi espletati per le due figure professionali è un mistero insondabile. Le buone notizie attese dal concorso che l’Ats ha indetto a livello regionale per l’assunzione definitiva dei radiologi da assegnare ai diversi poli sanitaria della Sardegna, dove a parte poche eccezioni, si registra una cronica carenza di personale non arrivano. Le procedure concorsuali sono state espletate, l’elenco dei medici è stato stilato. Si attende solamente che l’azienda unica guidata dal commissario straordinario, Massimo Temussi, scorra la graduatoria e proceda all’assegnazione delle unità all’ospedale del capoluogo barbaricino dove manca quasi la metà degli specialisti . «Evidentemente – conclude Cocco –, nonostante le sollecitazioni continue non ci si rende conto della drammaticità della situazione». Il rischio fondato è la chiusura di alcuni servizi sino a poco tempo fa eccellenti e tuttora indispensabili per i cittadini che risiedono nell’ambito provinciale.
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