L’offerta di Aliparma divide imprese e sindacati
di Lamberto Cugudda
Tortolì. Cgil scettica sulla gestione al gruppo: «Si rischia il fallimento». Consorzio turistico entusiasta
2 MINUTI DI LETTURA
TORTOLÌ. Mercoledì, nell’incontro con il presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra, Franco Ammendola, i vertici Upper Sky-Gruppo Aliparma, l’amministratore unico Giancarlo Insinna e il direttore generale Mauro Izzacani, hanno ribadito la volontà di avere la gestione dell’aeroporto. La notizia ha suscitato reazioni differenti: il segretario generale Filt-Cgil,Sardegna, Arnaldo Boeddu, si dice contrario «a voli pindarici, realizzabili solo sulla carta». Mentre per il presidente del Consorzio turistico Sardegna costa est, Rocco Meloni, è un progetto di grande rilevanza per il territorio.
«Quanto appreso grazie alla Nuova rispetto alla conferma di interessamento da parte di imprenditori facenti capo ad Aliparma – dice Arnaldo Boeddu – presenta più ombre che luci. Ritengo non sia necessario un ulteriore aeroporto internazionale in Ogliastra: sarebbe destinato al fallimento dopo pochi mesi. E sarebbe dannoso per le finanze dei sardi. Tenere aperto e in esercizio un aeroporto internazionale, comporta costi difficilmente sopportabili se non vi è un minimo certo di passeggeri. Sarebbe opportuno lasciare da parte progetti irrealizzabili».
Per il segretario della Filt-Cgil sarebbe più proficuo concentrarsi su uno scalo in cui possano atterrare, in alcuni periodi dell’anno «aerei charter e jet privati, e contestualmente accelerare il completamento della statale 125 fra l’Ogliastra e Cagliari». Boeddu rimarca che sarebbe bello avere un aeroporto in ogni territorio «ma, oltre che totalmente inutili, sarebbe impossibile tenerli in esercizio». Evidenzia che sarebbe opportuno non perdere l’occasione del Pnrr per lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture portuali, concentrandosi su ciò che serve al territorio e su quanto si può tenere in efficienza. «Se non manteniamo la barra dritta su questi aspetti, rischiamo di non avere neppure un porto che funzioni: lasciamo ad altri i voli pindarici e caliamoci nella realtà».
La pensa in modo totalmente differente il presidente del Consorzio turistico ogliastrino, Rocco Meloni (vice presidente del Consorzio industriale). «Ritengo che l’iniziativa proposta dal Gruppo Aliparma – afferma – sia molto importante per il territorio: dobbiamo valutarla con attenzione e senso positivo di disponibilità. Ho presente un dato regionale: su tre turisti che arrivano in Sardegna due lo fanno con l’aereo e uno solo con la nave. Avere la disponibilità di uno scalo capace di accogliere voli charter turistici significherà per il territorio una potenzialità di sviluppo nuova e consistente». Per Meloni migliorerà anche la tipologia del turista, che sarà di fascia medio-alta. «Credo – conclude – che occorra fare di tutto per far sì che la proposta di Upper Sky abbia concrete opportunità di realizzazione nel rispetto delle normative e delle regole di mercato. Dai contatti avuti con i responsabili del Gruppo ritengo ci siano concrete possibilità per uno sviluppo nuovo per il turismo e il territorio».
«Quanto appreso grazie alla Nuova rispetto alla conferma di interessamento da parte di imprenditori facenti capo ad Aliparma – dice Arnaldo Boeddu – presenta più ombre che luci. Ritengo non sia necessario un ulteriore aeroporto internazionale in Ogliastra: sarebbe destinato al fallimento dopo pochi mesi. E sarebbe dannoso per le finanze dei sardi. Tenere aperto e in esercizio un aeroporto internazionale, comporta costi difficilmente sopportabili se non vi è un minimo certo di passeggeri. Sarebbe opportuno lasciare da parte progetti irrealizzabili».
Per il segretario della Filt-Cgil sarebbe più proficuo concentrarsi su uno scalo in cui possano atterrare, in alcuni periodi dell’anno «aerei charter e jet privati, e contestualmente accelerare il completamento della statale 125 fra l’Ogliastra e Cagliari». Boeddu rimarca che sarebbe bello avere un aeroporto in ogni territorio «ma, oltre che totalmente inutili, sarebbe impossibile tenerli in esercizio». Evidenzia che sarebbe opportuno non perdere l’occasione del Pnrr per lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture portuali, concentrandosi su ciò che serve al territorio e su quanto si può tenere in efficienza. «Se non manteniamo la barra dritta su questi aspetti, rischiamo di non avere neppure un porto che funzioni: lasciamo ad altri i voli pindarici e caliamoci nella realtà».
La pensa in modo totalmente differente il presidente del Consorzio turistico ogliastrino, Rocco Meloni (vice presidente del Consorzio industriale). «Ritengo che l’iniziativa proposta dal Gruppo Aliparma – afferma – sia molto importante per il territorio: dobbiamo valutarla con attenzione e senso positivo di disponibilità. Ho presente un dato regionale: su tre turisti che arrivano in Sardegna due lo fanno con l’aereo e uno solo con la nave. Avere la disponibilità di uno scalo capace di accogliere voli charter turistici significherà per il territorio una potenzialità di sviluppo nuova e consistente». Per Meloni migliorerà anche la tipologia del turista, che sarà di fascia medio-alta. «Credo – conclude – che occorra fare di tutto per far sì che la proposta di Upper Sky abbia concrete opportunità di realizzazione nel rispetto delle normative e delle regole di mercato. Dai contatti avuti con i responsabili del Gruppo ritengo ci siano concrete possibilità per uno sviluppo nuovo per il turismo e il territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
