«Il Pnrr ultima occasione per rilanciare il territorio»

Gianni Bitti (Confindustria) fa il punto sugli incontri con gli amministratori locali «Continuiamo a fare i conti con carenze infrastrutturali, a iniziare dai trasporti» 

NUORO. «Il Pnrr è forse l’ultima opportunità per rilanciare il nostro territorio. Bisogna evitare quei limiti che sinora hanno impedito di sfruttare al meglio le occasioni della programmazione comunitaria».

I concetti sono quelli espressi negli ultimi incontri con gli imprenditori e gli amministratori locali da Gianni Bitti, presidente provinciale di Confindustria. La soluzione per ovviare agli inconvenienti del passato e proporsi in maniera positiva più che in uno strumento il presidente Bitti la vede in un metodo: «Va rinforzata l’ossatura degli enti territoriali e il loro rapporto col mondo produttivo. Perché – rimarca – così facendo potranno mettere in moto le idee e trasformarle in progetti, per i vari settori».

Gli ambiti nella provincia per i quali chiedere e spendere i soldi europei (200 miliardi di euro) del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono quelli dell’agro-alimentare, estrattivo, sino all’edile e alla nautica. «Nonostante le difficoltà – sono ancora le parole di Bitti – il territorio ha aziende di eccellenza, imprenditori tenaci e coraggiosi, che non si arrendono davanti alle difficoltà». Gli esempi positivi non cancellano la condizione di sofferenza, economica e sociale. Proprio i numeri emersi in uno degli incontri recenti tra i soci dell’associazione hanno dato la misura della debolezza del territorio. Il reddito pro-capite medio è di 8mila euro. Su 5 persone una sola produce Pil. Lo spopolamento cammina a un ritmo del 7 per cento ogni anno. «Il fatto che non ci sia occupazione e lavoro – rimarca il capo di Confindustria – determina il calo di popolazione. Meno gente nei paesi e nelle città – aggiunge – significa minori servizi e una qualità della vita bassa, che fa di questo territorio uno tra i meno appetibili e competitivi dell’intera nazione». Bitti evidenzia anche le cause e ne distingue due ordini e tipi.

«Continuiamo a fare i conti – afferma - con le carenze infrastrutturali, a iniziare da quelle dei trasporti. Tanto che come consiglio direttivo dell’associazione – aggiunge – ci siamo schierati a favore del potenziamento della ferrovia, per mettere in comunicazione Nuoro con Macomer, da una parte, e Olbia, dall’altra. Il servizio per i collegamenti digitali è anch’esso inadeguato, per il fatto che in alcune aree non esiste la banda larga». C’è anche una carenza della politica tra le cause indicate da Gianni Bitti: «Anno dopo anno non ha dato risposte alle istanze delle comunità e dell’impresa. I nostri rappresentanti – denuncia – sono spesso divisi, ancorché pochi come numero».

I fondi del Pnrr la Confindustria della Sardegna centrale si vuole tramutati in alcuni, specifici, interventi: «Detto dell’infrastrutturazione – sollecita Giovanni Bitti – è necessario si riversino risorse per l’agevolazione fiscale delle imprese, l’accesso al credito, la riduzione del costo dell’energia, con la fornitura del metano. Ma anche per la formazione professionale dei giovani, per quei settori, a iniziare dall’alberghiero e finire con la nautica, che chiedono dei tecnici, oggi non presenti sulla piazza».

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