La Sarule-Bolotana: ventinove chilometri ad alta pericolosità

SARULE. Un susseguirsi di buche, assenza di segnaletica orizzontale e verticale, restringimenti per un ponte in cattivo stato, dieci mesi fa un morto e innumerevoli incidenti. È la strada provinciale...

SARULE. Un susseguirsi di buche, assenza di segnaletica orizzontale e verticale, restringimenti per un ponte in cattivo stato, dieci mesi fa un morto e innumerevoli incidenti. È la strada provinciale 17, quella che collega Sarule a Bolotana e che passa per Ottana, permettendo a decine di automobilisti della Barbagia e del Mandrolisai, ogni giorno di raggiungere Nuoro, Macomer, Sassari o Cagliari. Lo stato dell’asfalto è pessimo. In diversi tratti la striscia di mezzeria è cancellata, la segnaletica verticale inesistente. Percorrerla quotidianamente significa fare un abbonamento da gommista e meccanico per gomme e sospensioni. Attraversando l’abitato di Ottana, da qualche mese è possibile inoltre incorrere in un avvallamento dell’asfalto dovuto allo sprofondamento del terreno, che ora è stato transennato e sembrerebbe in manutenzione, ma si tratta di un piccolo intervento rispetto a quanto sarebbe necessario per garantirne una totale percorrenza in sicurezza. Peggio ancora il tratto vicino alla zona industriale, dove quando si svolta per Bono o Dualchi, sembra una zona di guerra. Si prosegue poi nel rettilineo prima di Bolotana, che invita a premere sull’acceleratore vista la linearità della strada, ma con autentiche voragini ricorda di limitare la velocità. Ventinove chilometri di pericolosità, in cui è necessario invadere l’altra corsia per non sentire la macchina sobbalzare a causa delle continue buche che da anni non vedono interventi di bitumatura. «La strada è percorsa ogni giorno da decine di pendolari – commenta Maria Maddalena Agus, sindaca di Olzai, paese che dieci mesi fa piangeva un morto proprio all'incrocio per il paese – è in gioco la sicurezza delle persone. Non si può pensare di continuare a tenerla così, per questo faccio un appello a chi di dovere, affinché si intervenga quanto prima per la messa in sicurezza». Appello condiviso anche dai primi cittadini di Ollolai, Francesco Columbu, Gavoi, Salvatore Lai, Sarule Paolo Ledda e Ovodda, Ilenia Vacca, per i quali si tratta di interventi non più derogabili. «Per noi che la percorriamo quotidianamente è diventato veramente difficile, con condizioni impossibili in caso di pioggia o nebbia» denuncia anche l’allevatore di Ollolai Salvatore Bussu con azienda a Campeda. (m.c.)

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