«Per l’aeroporto solo promesse»

Giancarlo Insinna, amministratore della compagnia Upper Sky, critica i tempi lunghi della politica

TORTOLÌ. «Upper Sky-Gruppo Aliparma sedotta e abbandonata». A ricordare che appena qualche mese fa il presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra (Cipo) Franco Ammendola, ha dichiarato l’interesse a rilanciare l’aeroporto di Tortolì «con Upper Sky, interlocutori affidabili e concreti», è Giancarlo Insinna, l’imprenditore veneto, amministratore unico della società operante nel settore di trasporto aereo per viaggi d’affari di una ricca clientela, che continua a sperare di riuscire a ottenere la gestione dello scalo, che terrà aperto a tutti. «Pensavamo di avere raggiunto un’intesa nel proseguire in questo progetto da oltre 7 milioni di euro – prosegue l’amministratore unico di Upper Sky-Gruppo Aliparma – che non è un progetto semplice ma è fattibile. Lo scalo è chiuso da 10 anni. Come si legge sui giornali, le autorità da anni illudono i cittadini con le frasi retoriche sulla ripartenza, che poi nelle interlocuzioni tra gli enti si concludono sempre in un nulla di fatto ormai da troppo tempo. Il progetto di Upper Sky è incentrato sulla valorizzazione dell’intero territorio e il rilancio dell’economia ogliastrina. Punteremo a crescere insieme all’Ogliastra, che ha grandissime potenzialità sul piano turistico».

Per Insinna, come dichiarato in un’intervista, «la filiera turistica è un pilastro dell’economia della Sardegna e Tortolì diventerà una porta d’accesso al mondo sia per il territorio sia per l’intera regione e il Paese». E ricorda che Upper Sky ha già individuato dei mezzi idonei per l’operatività dei piccoli cargo per facilitare l’export dei prodotti locali su larga scala. Mauro Izzacani, direttore generale di Aliparma ha sottolineato: «Siamo pronti ad entrare in modo delicato e portando del lavoro e il cambiamento per accompagnare la struttura in un percorso di crescita». Nella manifestazione di interesse all’affidamento in sub-concessione totale della gestione dell’aeroporto, Upper Sky ha presentato un progetto d’investimento concreto sulla struttura esistente, che prevede non solo il corrispettivo di 4,4 milioni da versare in 20 anni da parte di Aliparma srl, ma anche l’anticipo da parte sua per il ripristino della piena operatività dello scalo e dei lavori ordinari e straordinari di circa 3,3 milioni, che andranno stornati dai 4,4».

«Se questa non è sostanza – chiede Insinna – che cosa è ? Aliparma continua a credere nell’aeroporto di Tortolì, nel progetto di sviluppo economico dell’intero territorio ed è disponibile a trovare questa intesa della quale parla il socio unico di Aliarbatax (si tratta del Consorzio industriale ndr). E conclude con «Omnia vincit amor» (l’amore vince tutto): che pare un invito ai vertici del Cipo a proseguire con la trattativa perlla gestione dell’aeroporto. A inizio dicembre 2021 Giancarlo Insinna,ha specificato che fra gli investitori nel “progetto aeroporto Tortolì”, da diversi milioni di milioni di euro, c’è anche una banca isolana, ma ha preferito non spiegare quale sia. Il 25 settembre Insinna e Iazzacani sono atterrati per la prima volta nello scalo di Tortolì con un jet privato da Roma, con a bordo anche Abdul Aziz Sarhan, consigliere speciale del segretario generale direttore Lega musulmana mondiale in Italia. Nell’incontro istituzionale in Comune con il sindaco Massimo Cannas e i vertici del Cipo, Insinna aveva palesato l’interesse «per costruire un ponte fra il territorio ogliastrino e i potenziali turisti provenienti dal mondo arabo». Il 10 novembre, Insinna e Iazzacani sono atterrati per la seconda volta a Tortolì (in elicottero) insieme con due esperti tecnici «per concludere le valutazioni tecniche e passare alla fase di implementazione di un importante progetto di costruzione dell’aeroporto internazionale nel cuore d’Ogliastra».

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