Upper Sky Aliparma vola via da Tortolì

Il Consorzio congela la trattativa, la replica dell’amministratore Giancarlo Insinna: «Investiremo altrove i milioni di euro»

TORTOLI. Niente gestione dell’aeroporto a Upper Sky-Gruppo Aliparma, che annuncia: «I piani industriali di investimenti da milioni di euro si sposteranno su altre opportunità». Giancarlo Insinna, amministratore unico della Upper Sky-Gruppo Aliparma, e Mauro Izzacani, direttore generale di Aliparma, hanno «preso atto con rammarico» della decisione del Consorzio industriale provinciale Ogliastra (Cipo), presieduto da Franco Ammendola, di congelare la trattativa». Tuttavia hanno espresso il loro apprezzamento «per i reiterati contatti e gli incontri di persona avuti con i rappresentati istituzionali» e intendono rimanere al servizio del territorio come futuri clienti dello scalo.

«Vogliamo ringraziare il territorio ogliastrino con tutti gli abitanti – affermano Insinna e Iazzacani – del grande appoggio elargito nelle due visite che abbiamo effettuato. Ringraziamo il Comune di Tortolì per la loro formidabile professionalità, ringraziamo dell’accoglienza che abbiamo ricevuto sul territorio e prendiamo atto della scelta del presidente del Consorzio Industriale provinciale, Franco Ammendola, al quale auguriamo ogni successo. Attendiamo l’autorizzazione Enac alla riapertura all’aviazione generale per lo scalo. Upper Sky-Gruppo Aliparma (società operante nel settore di trasporto aereo per viaggi d’affari, ndr), interverrà semplicemente ed esclusivamente come cliente».

Il progetto ventennale, stimato in sette milioni di euro era stato presentato dall’amministratore unico del Gruppo Aliparma in seguito alle interlocuzioni con il Comune e a un sopralluogo con il direttore generale di Aliparma e con i propri tecnici e consulenti che hanno effettuato le analisi e le valutazioni tecniche dello scalo. «Tra le varie voci del cospicuo budget – viene evidenziato – il progetto prevedeva non solo il corrispettivo di 4,4 milioni da versare in 20 anni da Aliparma srl ma anche l’anticipo da parte sua per il ripristino della piena operatività dello scalo e dei lavori ordinari e straordinari di circa 3,3 milioni, che andrebbero stornati dai 4,4».

Insinna si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «Non è vero – smentisce – che doveva diventare un aeroporto per ricchi clienti arabi». Oggi Upper Sky, attraverso Aliparma, offre il medesimo servizio lanciato nel 1986, ma a un prezzo contenuto.

«Attraverso il nuovo modello di business – prosegue – Upper Sky punta a diventare uun collegamento tra i passeggeri e gli operatori di volo: questo sta a significare che nei progetti di Aliparma “tutti potranno volarvi”, come più volte precisato al presidente del Cipo, Ovvero dai grandi jet privati dei magnati arabi, fino al piccolo aereo da turismo, o voli charter che possano trasportare passeggeri anche per piccole strutture ricettive ogliastrine».

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