La poesia è donna: forte e plurale
di Giacomo Mameli
Pienone alla biblioteca Satta per le premiazioni del concorso “Luci sull’isola” bandito dalla diocesi
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Due ore a parlare di poesia con i versi di 85 donne sarde “tessidoras de luche”, coinvolte in un premio originale e coraggioso – “Luci sull’isola” – promosso dalla chiesa di Nuoro che, col vescovo Antonello Mura, si conferma la più dinamica (e pluralista) organizzazione culturale della provincia di Nuoro. Due insolite ore di analisi e riflessioni, l’auditorium della biblioteca “Sebastiano Satta” col tutto esaurito, il vescovo a rimarcare che «poesia e femminilità stanno bene insieme», il sigillo del sindaco Andrea Soddu che ha riconosciuto alla Diocesi barbaricina di «stagliarsi in Sardegna come promotrice di ogni espressione d’arte». Poetesse sarde che – dalla scrittrice Rossana Dedola, ricercatrice della Normale di Pisa – sono state inserite nel più vasto panorama internazionale. Solo alcune citazioni: Maya Angelou del Missouri (lottava con Malcom X per i diritti civili), Elsa Morante (“Il mondo salvato dai ragazzini”), Viviane Lamarque (“Madre d’inverno”) e Ana Blandiana con “Raccolto d’angeli”. Poi i riferimenti a Grazia Deledda, Sibilla Aleramo, Alda Merini fatti dal presidente della giuria Giovanni Fiori.
La critica letteraria Bastiana Madau, moderatrice della serata, ha esordito ricordando l’opera di Pedra Zilla “Sa poesia de sas feminas” degli ultimi tre secoli, e ha citato Marianna Bussalai, Maddalena Morittu, le poetesse contemporanee Antonella Anedda e Anna Cristina Serra. La giuria (composta anche da Alessandra Berardi Arrigoni, Duilio Caocci dell’università di Cagliari, Alessandro Fadda e Giovanni Piga) ha individuato due sezioni: poesia scritta in una lingua parlata della Sardegna e poesia scritta in lingua italiana. Le vincitrici sono state: in limba l’algherese Anna Cinzia Paolucci con “El cantic de la Mare” e, in italiano, Elena Manni di Gavoi con “Combaciami il segno”. Gli altri riconoscimenti: in limba secondo premio a Maria Teresa Rosu di Lula con “Afranza s’aghera”, il terzo a Maria Sale di Chiaramonti con “S’ischera”, menzione d’onore a Rachel Falchi di Sassari con “Rosa e fogu de gherrera”. Per le poesie in italiano: secondo premio a Marisa Fiori di Castelsardo con “Il silenzio sull’isola”, il terzo a Anna Paola Sau di Tonara con “Saper amare” e tre menzioni d’onore: Gloria Zoroddu di Orotelli per “Le donne della mia terra”, Carmen Anolfo di Sassari “Per mio padre” e l’altra sassarese Anna Maria Careddu con “Non voglio pensare”. Una serata di alto livello. Madau ha ricordato che «la Sardegna già dal 1300, con i gosos, è terra di poesia e di canti colti e popolari che raccontavano l’arte quotidiana del vivere». La lectio della Dedola: «Le nostre poesie non cambieranno il mondo?». Giovanni Fiori ha ricordato “La lingua sarda e la liturgia” di Bachisio Bandinu. Le poesie premiate sono state raccolte in un volume di pregio (“Sardegna: femminile plurale”), copertina color albicocca con scritte in bianco e nero, curato da Soter editrice introdotto da un editoriale di monsignor Antonello Mura. Titolo: “Grazie alle donne, ispiratrici luminose”). Scrive il vescovo: «Dalle donne giunge, forte e coraggioso – quando sono ascoltate – l’invito luminoso di tessere una nuova storia di relazioni autentiche nella nostra terra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La critica letteraria Bastiana Madau, moderatrice della serata, ha esordito ricordando l’opera di Pedra Zilla “Sa poesia de sas feminas” degli ultimi tre secoli, e ha citato Marianna Bussalai, Maddalena Morittu, le poetesse contemporanee Antonella Anedda e Anna Cristina Serra. La giuria (composta anche da Alessandra Berardi Arrigoni, Duilio Caocci dell’università di Cagliari, Alessandro Fadda e Giovanni Piga) ha individuato due sezioni: poesia scritta in una lingua parlata della Sardegna e poesia scritta in lingua italiana. Le vincitrici sono state: in limba l’algherese Anna Cinzia Paolucci con “El cantic de la Mare” e, in italiano, Elena Manni di Gavoi con “Combaciami il segno”. Gli altri riconoscimenti: in limba secondo premio a Maria Teresa Rosu di Lula con “Afranza s’aghera”, il terzo a Maria Sale di Chiaramonti con “S’ischera”, menzione d’onore a Rachel Falchi di Sassari con “Rosa e fogu de gherrera”. Per le poesie in italiano: secondo premio a Marisa Fiori di Castelsardo con “Il silenzio sull’isola”, il terzo a Anna Paola Sau di Tonara con “Saper amare” e tre menzioni d’onore: Gloria Zoroddu di Orotelli per “Le donne della mia terra”, Carmen Anolfo di Sassari “Per mio padre” e l’altra sassarese Anna Maria Careddu con “Non voglio pensare”. Una serata di alto livello. Madau ha ricordato che «la Sardegna già dal 1300, con i gosos, è terra di poesia e di canti colti e popolari che raccontavano l’arte quotidiana del vivere». La lectio della Dedola: «Le nostre poesie non cambieranno il mondo?». Giovanni Fiori ha ricordato “La lingua sarda e la liturgia” di Bachisio Bandinu. Le poesie premiate sono state raccolte in un volume di pregio (“Sardegna: femminile plurale”), copertina color albicocca con scritte in bianco e nero, curato da Soter editrice introdotto da un editoriale di monsignor Antonello Mura. Titolo: “Grazie alle donne, ispiratrici luminose”). Scrive il vescovo: «Dalle donne giunge, forte e coraggioso – quando sono ascoltate – l’invito luminoso di tessere una nuova storia di relazioni autentiche nella nostra terra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
