Hub vaccinale a pieno ritmo e i contagi calano
di Alessandro Farina
Il primo cittadino di Bosa loda i protagonisti della campagna antiCovid, ma invita ancora alla prudenza
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BOSA. Nei sei appuntamenti tra fine 2021 e inizio 2022 le equipe che hanno lavorato alla inoculazione del vaccino non si sono certamente risparmiate, al pari dei volontari che hanno garantito le non sempre semplici operazioni di aiuto e assistenza. Con le quattrocento somministrazioni di sabato scorso, tra cui ventuno prima dose, infatti, il punto vaccinale comunale della città del Temo ha permesso di somministrare complessivamente 3800 dosi a residenti di Bosa e della Planargia.
Qualche sbavatura non è mancata, racconta la cronaca, ma sabato scorso, afferma il sindaco, «tutto ha funzionato alla perfezione, con tempi d’attesa praticamente azzerati, grazie alla fattiva collaborazione della Protezione Civile di Bosa (Polizia locale, Barracelli e Croce Rossa) e degli Operatori sanitari», dice Piero Franco Casula. Che annuncia, in tempi brevi, un nuovo appuntamento richiesto dai genitori dei bambini che si collocano nella fascia d’età dai 5 agli 11 anni per la inoculazione del siero utile a contrastare gli effetti più nefasti del Covid-19.
In tema di contagi la situazione migliora di giorno in giorno, e la curva rispetto al picco di oltre 250 casi registrati nelle scorse settimane, è evidentemente in discesa. «Rispetto all’ultimo rilevamento del 2 febbraio, con 58 positivi, abbiamo avuto 28 guarigioni, a fronte di 14 nuovi positivi. Pertanto in questo momento si registrano nella piattaforma regionale ancora 44 persone positive, una sola persona ospedalizzata» afferma il report del Comune. Che questa volta fornisce alcuni dati in più. «Il maggior numero di nuovi positivi si riscontra nelle fasce di età dove inferiore è la percentuale di vaccinati», scrive Casula. La fascia over 80, che ha il più alto numero di vaccinati, ha la percentuale più bassa di positivi: il 4,5%. Quoziente che sale al 22,72% in quella da 0 a 20 anni. La percentuale più alta di positivi al virus si attesta nella fascia d’età fra i 21 ed i 40 anni. Mentre in quella tra i 41 ed i 60 anni scende al 25%. Questa la situazione numeri alla mano, cioè i dati forniti dalla piattaforma regionale «Non è dato conoscere al momento il numero complessivo delle persone risultate positive al tampone antigenico e che non sono tracciate», avverte comunque il primo cittadino di Bosa.
Qualche sbavatura non è mancata, racconta la cronaca, ma sabato scorso, afferma il sindaco, «tutto ha funzionato alla perfezione, con tempi d’attesa praticamente azzerati, grazie alla fattiva collaborazione della Protezione Civile di Bosa (Polizia locale, Barracelli e Croce Rossa) e degli Operatori sanitari», dice Piero Franco Casula. Che annuncia, in tempi brevi, un nuovo appuntamento richiesto dai genitori dei bambini che si collocano nella fascia d’età dai 5 agli 11 anni per la inoculazione del siero utile a contrastare gli effetti più nefasti del Covid-19.
In tema di contagi la situazione migliora di giorno in giorno, e la curva rispetto al picco di oltre 250 casi registrati nelle scorse settimane, è evidentemente in discesa. «Rispetto all’ultimo rilevamento del 2 febbraio, con 58 positivi, abbiamo avuto 28 guarigioni, a fronte di 14 nuovi positivi. Pertanto in questo momento si registrano nella piattaforma regionale ancora 44 persone positive, una sola persona ospedalizzata» afferma il report del Comune. Che questa volta fornisce alcuni dati in più. «Il maggior numero di nuovi positivi si riscontra nelle fasce di età dove inferiore è la percentuale di vaccinati», scrive Casula. La fascia over 80, che ha il più alto numero di vaccinati, ha la percentuale più bassa di positivi: il 4,5%. Quoziente che sale al 22,72% in quella da 0 a 20 anni. La percentuale più alta di positivi al virus si attesta nella fascia d’età fra i 21 ed i 40 anni. Mentre in quella tra i 41 ed i 60 anni scende al 25%. Questa la situazione numeri alla mano, cioè i dati forniti dalla piattaforma regionale «Non è dato conoscere al momento il numero complessivo delle persone risultate positive al tampone antigenico e che non sono tracciate», avverte comunque il primo cittadino di Bosa.
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