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cronaca

La lontra glaciale ritorna a Dorgali

L’esemplare, per anni esposto al museo archeologico di Nuoro, verrà trasferito


29 marzo 2022


DORGALI. Lo straordinario esemplare di lontra glaciale inglobato in un masso calcareo dopo anni di “esilio” sta per rientrare a casa, a Dorgali, dove era stato trovato diversi anni fa. Attualmente è a disposizione della Soprintendenza archeologica, dopo esser stata al museo archeologico di Nuoro. L’amministrazione comunale ha già avviato la procedura per la richiesta del reperto, da esporre nella teca dedicata alla Grotta di Ispinigoli. La Soprintendenza per le province di Sassari e Nuoro ha già giudicato positivamente il progetto presentato dalla Cooperativa Ghivine che gestisce il museo, per cui a breve i tanti visitatori potranno ammirare il raro esemplare. A poco a poco molti dei reperti archeologici rinvenuti nelle decine di siti nel territorio dorgalese stanno rientrando alla base. In qualche caso si tratta di riproduzioni di altissima qualità, come nel caso del “Pugilatore” e del “Soldato con stocco e scudo alle spalle”, nonché del diploma militare del soldato romano Tunila, in esposizione al museo archeologico di Cagliari. Le riproduzioni adesso sono tra le attrazioni più importanti della struttura di via Lamarmora, che si appresta a ricevere i tantissimi appassionati di storia della Sardegna e di archeologia che durante la nuova stagione saranno numerosi.

Tra le chicche da ammirare i lavori di rilievo con tecnologia 3D laser scanner dei bronzi rinvenuti nel territorio di Dorgali e conservati presso il Museo archeologico nazionale di Cagliari. Lo stesso lavoro era stato fatto con i famosi petroglifi del Neolitico presenti nella grotta del Bue Marino.

Il museo archeologico di Dorgali era stato inaugurato nel 1980, nei locali Ticca in via Mare, da un gruppo di appassionati di esplorazioni in grotta tra i quali Leo Fancello, Gian Michele Porcu e Graziano Sedda. Dal 1987 il museo è stato trasferito in via Lamarmora. Negli anni ha subito ammodernamenti che hanno fatta fare un salto di qualità alla struttura.

«I reperti esposti – si legge nel sito istituzionale – raccontano la storia archeologica del territorio dal Neolitico fino all’età moderna. Un contributo notevole è pervenuto dalla speleologia ma anche le raccolte di superficie effettuate su tutto il territorio, così come le collezioni private che hanno permesso una lettura archeologica globale. Completano il quadro gli scavi archeologici, in particolare lo scavo dell’insediamento nuragico-romano di Nuraghe Mannu e l’affascinante sito di Tiscali». (n.mugg.)

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