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Medici di famiglia, emergenza continua nel Nuorese

Esplode il caso Marghine: Birori, Borore, Dualchi e Noragugume a rischio. Chiudono anche gli “armadi farmaceutici”


07 maggio 2022 di Alessandra Porcu


NUORO. Il medico di famiglia non è più in grado di garantire la sua presenza nell’ambulatorio di Birori. I pazienti sono costretti a recarsi a Macomer per sottoporsi alle visite o farsi prescrivere una semplice impegnativa. E, come se non bastasse, la mancanza del dottore rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’armadio farmaceutico. Borore potrebbe, già dalla fine del mese, dover fare a meno di uno dei due camici bianchi. Dovrà, per legge, frequentare la scuola di specializzazione e questo potrebbe impedirgli di continuare a svolgere l’attività anche a Dualchi e Noragugume. «Lo scenario che si prospetta appare catastrofico. È indispensabile che la Regione si attivi quanto prima per trovare una soluzione ed evitare il disastro totale» sottolinea Silvia Cadeddu, presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer e sindaco di Birori.

Le fa eco il primo cittadino di Dualchi, Nino Muroni, che insieme agli altri amministratori locali del Marghine il 10 maggio, e a distanza di due settimane dall’ultima riunione, tornerà a Cagliari per incontrare l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu. «Barcolliamo nel buio – spiega –. Abbiamo estrema necessità di risposte chiare e immediate. Il problema è serio. Va risolto. Non possiamo privare i nostri abitanti di un diritto fondamentale come quello all’assistenza». Il venir meno dei servizi sanitari metterebbe in ginocchio quattro paesi. Ossia, diverse migliaia di persone. «Nel 2018 abbiamo fatto tanto per garantire alla popolazione la presenza dell’armadio farmaceutico – precisa Silvia Cadeddu –. Lo sportello, sempre operativo nei giorni e negli orari in cui era aperto l’ambulatorio medico, ora rischia di abbassare la saracinesca. Da quando il dottore, oberato di lavoro e con 1.800 pazienti a carico, non è più nelle condizioni di recarsi a Birori, neppure una volta alla settimana, le cose sono cambiate. E i pazienti acquistano altrove i medicinali. Vorremmo scongiurare la chiusura di quella che è una sezione staccata della farmacia di Bortigali e, allo stesso tempo, siamo intenzionati a batterci affinché gli anziani, le donne, gli uomini e i bambini di Birori possano ricevere cure e supporto nel luogo in cui abitano, invece di dover viaggiare. Pensiamo agli enormi disagi subiti dalle persone molto avanti con l’età e a quelle con patologie importanti. Trovo il tutto assurdo e inaccettabile» tuona il sindaco. Anche Tore Ghisu e Rita Zaru, primi cittadini di Borore e Noragugume, non vogliono darsi per vinti.

«Ci batteremo con ogni mezzo e in ogni sede – promettono –. Abbiamo il dovere di tutelare gli interessi delle nostre comunità. Nell’imminente incontro previsto per martedì prossimo, chiederemo alla Regione, come già fatto in precedenza, un intervento capace di scongiurare il depotenziamento dell’assistenza di prossimità nei piccoli centri. Nello specifico – conclude Ghisu – insisteremo perché il nostro medico di famiglia venga messo nelle condizioni di frequentare la scuola di specializzazione e di mantenere il suo incarico. Lui stesso si è reso disponibile a farlo. Manca solo il via libera dell’assessorato alla Sanità e dell’ateneo di Sassari. Auspichiamo, dunque, che si possa trovare una soluzione condivisa e ottimale per tutti».

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