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Giovani da tutto il mondo a Nuoro: ecco l’Onu in miniatura

di Alessandro Mele
Giovani da tutto il mondo a Nuoro: ecco l’Onu in miniatura

La simulazione dell’Assemblea della Nazioni unite evento ormai storico per la città. Il Liceo Fermi organizza la 20esima edizione, 260 ragazzi coinvolti

20 aprile 2023
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Nuoro Il mondo e le sue problematiche da discutere tra Stati, si fermano in città per tre giorni. Il merito è di più di 260 ragazzi e ragazze del liceo Scientifico Enrico Fermi coinvolti nella 20esima edizione del Mun, la simulazione dei lavori e dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. Un appuntamento ormai storico della Nuoro studentesca, che porta in città giovani da tutte le parti del mondo e che quest'anno si svolge sotto la regia della dirigente scolastica Mariantonietta Ferrante e dei docenti di Inglese Salvatore Mesina, Giovanna Falchi e Monica Maricosu. L’appuntamento torna in presenza, dopo gli anni segnati dal Covid-19, ieri la giornata inaugurale sul palco del Ten Teatro Eliseo.

Una macchina perfetta fatta non solo dai giovani rappresentanti degli Stati, ma anche dagli uffici stampa, il comitato di sicurezza e tanto altro, tutto così vero da sembrare realmente di vivere da vicino le stanze del potere Onu. «I ragazzi non hanno più avuto esperienze di confronto così dirette dopo il Covid – commenta Salvatore Mesina, tra gli insegnanti referenti –. C’è grande entusiasmo nel discutere di temi fondamentali insieme a tanti altri giovani che vengono da culture e storie diverse, nello specifico, quest'anno, da Spagna e Polonia. In questi tre giorni, ognuno di loro sarà chiamato ad immedesimarsi nelle politiche del Paese che rappresenta e questo porterà l'assemblea ad approfondire anche di problemi geo politici attuali nella realtà».

È anche un'occasione di ritrovo per giovani che non studiano più allo Scientifico di Nuoro ma che al Mun hanno lasciato il cuore: «È molto bello tornare qui – commenta Federica Licheri, 23 anni, quest'anno al Mun con il ruolo di segretaria generale –. È tutto molto romantico, dalla preparazione dei temi cardine per la vita del nostro Pianeta fino al confronto con gli studenti di adesso, soprattutto con quelli che per la prima volta vivono questa esperienza. Importante discutere per diventare adulti consapevoli in grado di denunciare cose che non vanno bene».

Per gli studenti il Mun è un momento di rinascita dopo la pandemia: «È fantastico riprendere il vero contatto tra di noi – commenta il 18enne Mattia Coinu, delegato degli Stati Uniti –. Si prospetta un clima diconfronto acceso che, dopo i comitati, sarà bellissimo vedere tradotto con le discussioni sulle risoluzioni. Le dinamiche possono essere tante ed imprevedibili, ci divertiremo». Infine Aria Contreras, studentessa 16enne del Fermi con origini sudamericane: «Dal punto di vista umano è l'esperienza migliore che si potesse fare – dice –. Lo scambio di pareri è maturo e vivo, è grande il senso di unità che si prova in un contesto dove ci viene data la grande opportunità di collaborare tra studenti, in questo caso, tra nazioni».

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