La Nuova Sardegna

Nuoro

Tribunale

Aste pilotate, interrogatorio di garanzia per Franco Ammendola e Roberto Arzu

di Lamberto Cugudda
Aste pilotate, interrogatorio di garanzia per Franco Ammendola e Roberto Arzu

Inchiesta Batman, la settimana prossima toccherà a Rocco Meloni e al maresciallo Gianni Collaro

15 dicembre 2023
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Tortolì Sul parabrezza dell’auto aveva trovato un biglietto scritto a mano con la frase: “Vi faccio la vostra tomba”, e parlandone con la moglie aveva ipotizzato che fosse dovuto a u n parcheggio mal eseguito. Ma l’indagine Batmam dell’Arma dei carabinieri su aste truccate e minacce ha ricollegato l’episodio al fatto che il destinatario del messaggio aveva visionato uno degli appartamenti all’asta di una società sottoposta a procedura fallimentare nella zona fra Arbatax e Porto Frailis: erano minacce a tutti gli effetti. Anche altre persone che avevano mostrato interesse all’acquisto di un immobile sarebbero stati intimiditi.

L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Nuoro verte su quelle che sono state definite aste pilotate e minacce in relazione ad appartamenti e terreni della suddetta società. Intanto è stato fissato per questo pomeriggio, al carcere San Daniele, l’interrogatorio di garanzia per due dei quattro arrestati finiti in cella all’alba di due giorni fa. Si tratta dell’imprenditore di 72 anni Franco Ammendola (difeso dall’avvocato Bruno Pilia), presidente del Consorzio industriale provinciale dell’Ogliastra, e del disoccupato arzanese di 56 anni, Roberto Arzu (difeso dall’avvocato Francesco Marongiu), fratello di Sandro, scomparso in maniera misteriosa a marzo. Ai domiciliari si trovano il vicepresidente dello stesso Consorzio industriale, l’imprenditore 71enne Rocco Meloni (anche amministratore dell’AliArbatax, proprietaria dell’aeroporto), e il maresciallo dei carabinieri Gianni Collaro (difeso dall’avvocato Vito Cofano), 47 anni, comandante della stazione di Arzana. L’interrogatorio di garanzia per Meloni e Collaro dovrebbe tenersi mercoledì.

Secondo l’ipotesi emersa dalle indagini finora eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale, la vendita all’asta, relativa ad appartamenti e terreni di una società con sede a Tortolì (e che sarebbe stata rappresentata da Ammendola) sottoposta a procedura fallimentare, sarebbe stata turbata dai due imprenditori arrestati, in concorso con un’altra persona (si tratterebbe di Arzu). I tre, sulla base dell’indagine, avrebbero pilotato le procedure d’asta facendo desistere, mediante plurime minacce, i potenziali partecipanti per favorire l’indagato individuato come prestanome (che sarebbe Meloni) dell’imprenditore fallito, nell’acquisto degli immobili a un prezzo vantaggioso e inferiore al valore reale.

Dall’attività investigativa sarebbe emerso che il maresciallo dei carabinieri ora ai domiciliari avrebbe controllato, accedendo indebitamente alla banca dati Sdi in uso alle forze di polizia, con la sua Userid personale, cinque persone che, in periodi diversi, avevano visionato gli immobili oggetto d’asta, che poi avevano desistito dal presentare offerte. Deve risponde dell’ipotesi di accesso abusivo a sistemi informatici. Fra i politici e amministratori, l’unico a intervenire è il consigliere regionale Salvatore Corrias (Pd): «È evidente che ogni considerazione e ogni giudizio spettino agli organi competenti. Confido che non verrà meno, nel frattempo, l’operatività dei servizi che la struttura del Consorzio industriale garantisce al territorio».
 

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