La Nuova Sardegna

Nuoro

Omicidio

L’agguato a Gavoi: Francesco Cidu ucciso a fucilate nella sua azienda agricola

di Valeria Gianoglio

	La campagna tra Gavoi e Lodine dove &egrave; stato ucciso l&#39;allevatore Francesco Cidu <em>(foto Massimo Locci)</em>
La campagna tra Gavoi e Lodine dove è stato ucciso l'allevatore Francesco Cidu (foto Massimo Locci)

L’allevatore non ha avuto scampo. Indagini a tutto campo. Il sindaco Salvatore Lai: «È una cosa terribile, stiamo cercando di capire»

19 dicembre 2023
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Gavoi Lo hanno trovato nelle campagne della sua azienda agricola, tra Gavoi e Lodine, in una zona che i residenti chiamano Gaidanu, intorno alle 20 di ieri. Francesco Cidu, 70 anni, allevatore, aveva il corpo straziato da alcuni colpi di fucile. E nulla e nessuno hanno potuto restituirgli la vita. Tempo poche decine di minuti e il verde selvaggio dell’agro si popola di cellule fotoelettriche, lampeggianti, divise e tante domande senza una risposta. E Gavoi precipita di nuovo, dopo diversi anni di quiete, in un incubo fatto di morte e odio. Cosa sia successo, ieri sera, prima che l’allevatore fosse ucciso, nessuno al momento lo sa e nemmeno lo sospetta.

La vita di Francesco Cidu, stando alle prime testimonianze raccolte ieri, sembra quella di un uomo di campagna come tanti altri. Quella di un lavoratore onesto, che dà tutto per il lavoro e per gli affetti, sempre pronto a spaccarsi la schiena per far funzionare le cose e per mantenere la sua azienda. Ma evidentemente qualcosa di diverso, nei suoi confronti, covava nell’ombra. Ed è ciò che ieri sera, quando il buio era già calato sulle campagne tra Gavoi e Lodine, a Gaidanu, ha armato un killer poi sparito nel nulla. Inghiottito dalla campagna e dai suoi anfratti. O magari ha trovato subito un rifugio immediato, almeno provvisorio, nell’attesa di confondere le acque. Sposato, ma con la moglie temporaneamente lontana, tre figli già grandi e autonomi, una vita tutto sommato solitaria, trascorsa tra azienda, campagna e pochi amici: eccolo qui Francesco Cidu. Un allevatore come tanti, un uomo di campagna. E per gli stessi carabinieri intervenuti sul posto, si apre il mistero insondabile di un omicidio pieno di interrogativi senza una risposta.

Tra le poche certezze emerse ieri, a notte fonda, c’erano i diversi colpi di fucile esplosi nei confronti dell’allevatore. Quelli che gli hanno spezzato la vita per sempre all’interno di quell’azienda agricola che tanto amava e per la quale tanto aveva sudato. Cidu non ha avuto scampo, purtroppo, né il tempo di fuggire o di raggiungere chi lo avrebbe potuto aiutare. Probabilmente non si aspettava un simile incontro. Non si aspettava di incontrare la morte pochi giorni prima di Natale. Una festa, ancora una volta, macchiata dal sangue in Barbagia, come spesso è capitato in passato in diversi paesi della provincia. Come che i killer vogliano rovinare per sempre le ricorrenze di chi rimane, non solo quelle di chi va via. Ma le domande, ieri sera, per qualche ora hanno lasciato spazio ai rilievi. Li hanno eseguiti i carabinieri giunti dal comando della compagnia carabinieri di Ottana, con il nucleo investigativo, e gli esperti del comando provinciale, coordinati dal colonnello Saverio Aucello. E anche se le tenebre non hanno reso facili le operazioni, per diverse ore, sulla scena del delitto gli investigatori hanno raccolto le prove e i possibili indizi utili per ricostruire nel dettaglio la sequenza mortale.

Nel frattempo, anche in paese, a Gavoi, la notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno. Come una nube scura e spessa che si allunga sulle feste ormai davvero vicine. «È una cosa terribile, quella che è successa, stiamo cercando di capire. È una cosa terribile» dice solo, a caldo, e profondamente scosso, il sindaco di Gavoi, Salvatore Lai. Anche lui, come alcuni, ieri sera ha raggiunto il luogo dell’agguato, per portare ai familiari di Cidu la vicinanza del paese e di chi lo rappresenta.

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