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La politica

Il destino della giunta Soddu: dimissioni? Lui prende tempo

di Simonetta Selloni

	Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu
Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu

Nuoro, dopo le regionali, riunione ieri sera di oppositori ed ex alleati del sindaco

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Nuoro All’indomani delle elezioni regionali, quale sarà il destino dell’amministrazione comunale di Nuoro? Il risultato delle urne ha evidenziato una netta sconfitta del sindaco Andrea Soddu, che, candidato con Progetto Sardegna nella Coalizione sarda a sostegno di Renato Soru, è riuscito a ottenere nella città capoluogo appena 561 voti. Un risultato modestissimo, che, per ammissione dello stesso primo cittadino, impone una riflessione approfondita sul prosieguo dell’esperienza amministrativa. In una condizione dove peraltro la giunta Soddu era già in posizione piuttosto precaria, con una emorragia di consiglieri e di sostegno che ne stava pregiudicando l’azione. Nelle dichiarazioni del dopo voto, Soddu ha attribuito la sua sconfitta al posizionamento nella lista a sostegno di Renato Soru, che il suo elettorato non avrebbe condiviso. Intanto ieri sera si sono riuniti i consiglieri comunali che stanno all’opposizione, e con loro il presidente del Consiglio Sebastian Cocco. Ex fedelissimo del sindaco, ha preso il doppio dei suoi voti, è stato eletto in Consiglio regionale  e la sua lista “Uniti per Alessandra Todde “ si è rivelato la prima forza politica nel capoluogo, con il 14 per cento. L’incontro era allargato a Carlo Prevosto e Natascia Demurtas (Pd), Giovanni Dettori (Italia in Comune, stesso gruppo di Cocco), Francesco Guccini (eletto con Liberu e poi confluito nell’intergruppo) e Narciso Guria (Un’altra Nuoro), e Lisetta Bidoni (Progetto per Nuoro). Sul piatto, la richiesta al sindaco da parte di alcuni esponenti di farsi da parte, visto il responso delle urne. Anche se le opzioni sono varie: secondo Carlo Prevosto «Se il sindaco non ha i numeri per governare, dovrebbe dimettersi. Ma poichè io faccio parte di un partito, di questo dovrò discutere anche in quella sede. In più dobbiamo capire se le dimissioni siano utili alla città, e se il centrosinistra è pronto per le elezioni», dice. Ma il non essere preparati è un problema anche del centrodestra, che esce sconfitto dalle elezioni regionali. E questo potrebbe comunque tenere a galla l’amministrazione. «Se Soddu ascoltasse il buonsenso, dovrebbe dimettersi», è l’opinione di Lisetta Bidoni. «Deve prendere atto della sconfitta, e esempio da altri sindaci. Mi riferisco a Carlo Forteleoni, che nel 1999, candidato alle regionali, ottenne senza essere eletto tre volte tanto le preferenze di Soddu, e per coerenza rispetto al risultato si dimise. Eppure in Comune poteva contare sulla maggioranza», conclude Bidoni. Il problema di Soddu è che questa forte censura dell’elettorato riguarda anche la sua giunta. I conti si fanno in fretta: se dei 561 voti almeno la metà, ma anche di più, rappresenta una dotazione personale del primo cittadino, il suo gruppo non sembra aver avuto capacità di sostenerlo. Sei assessori, cinque consiglieri – ciò che resta della minoranza – ma anche altri “fedelissimi”. Tra tutti, il neo nominato presidente dell’Atp, Gianni Pinna. L’amministrazione comunale ha davanti a sè la scadenza dell’approvazione del bilancio previsionale 2024-2026 che deve avvenire entro il 15 marzo. Se il documento previsionale non dovesse passare, e al momento Soddu non ha i voti per farlo passare, tutto il Consiglio andrebbe a casa. Finora, decimata la sua maggioranza, il sindaco ha potuto contare sulla stempella offertagli da alcuni esponenenti dell’opposizione. Bisognerà vedere se questo si ripeterà. «Sono al lavoro sul documento, con la coalizione ci siamo già incontrati diverse volte per analizzare le tante cause che hanno provocato questo risultato», dice Rachele Piras, assessora comunale al Bilancio e fedelissima del sindaco. «Io non credo che il risultato elettorale, molto deludente, rispecchi il giudizio sull’operato della giunta. Abbiamo lavorato tantissimo, abbiamo reso efficienti i servizi e ridotto l’indebitamento del Comune, ridotto i tempi di pagamento dei fornitori, da sette mesi a 5 giorni, solo percitare alcuni dati – dice –. Ma forse questi risultati non sono percepiti». Un’altra possibile alternative alle eventuali dimissioni è l’azzeramento della giunta. Uno start&stop che potrebbe non essere sufficiente, ma traghetterebbe l’amministrazione, ad esempio, fino all’Europeade del folclore, in programma a luglio. La prossima finestra elettorale è l’8 e 9 giugno. Le amministrative riguarderanno anche Sassari, Alghero e Cagliari, visto che il sindaco Paolo Truzzu, sconfitto da Alessandra Todde, ha annunciato che lascerà l’incarico subito dopo Pasqua. Qualcosa Soddu dovrà dirla, prima della riunione di Consiglio per l’approvazione del bilancio previsionale.

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