Anziani maltrattati a Nuoro, comincia il processo di secondo grado
In corte d’appello a Sassari si riapre l’istruttoria: in aula saranno sentiti dieci testimoni dei fatti
Nuoro Qualche anno fa, il giudizio di primo grado, davanti al tribunale monocratico di Nuoro, ne aveva decretato la piena innocenza. Per il giudice Federico Loche, infatti, i maltrattamenti agli anziani o la mancata vigilanza nella residenza di via Aosta contestati a vario titolo ai due imputati dal 2015 al 2016, “non sussistevano”. E per questa ragione Rosanna Serra e Genci Nikaj, difesi rispettivamente da Francesco Lai e Annamaria Musio, erano stati assolti da ogni accusa. Ma il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, trascorsi i tempi previsti dalle norme, aveva deciso di presentare ricorso contro quella sentenza di assoluzione. E ieri mattina il processo di secondo grado si è aperto in modo ufficiale: i giudici d’appello hanno stabilito di riaprire l’istruttoria per sentire 10 testimoni. Subito dopo è stato fissato il calendario delle udienze. Alla prossima, fissata per metà novembre, saranno sentiti i primi due testimoni già convocati al processo di primo grado, a Nuoro.
Il processo d’appello che si è apero ieri a Sassari è nato dalla seconda inchiesta condotta dalla polizia sulla residenza per anziani di via Aosta. E anche per questa seconda tranche di indagini, a scatenare tutto era stata la denuncia di qualche familiare degli ospiti della struttura. Ma pure in questa vicenda, così come in altre nate attorno alle sorti della struttura, in realtà gli imputati finora ne sono sempre usciti assolti, quantomeno in seconda battuta, o comunque con le accuse notevolmente ridotte e derubricate.
Al processo di primo grado, dunque, per i due imputati era arrivata una assoluzione piena. Il giudice monocratico Federico Loche aveva concluso con la formula del “fatto non sussiste”.
Mentre di parere ben diverso, nelle sue ricostruzione e richieste finali, era stato il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli. La pubblica accusa, infatti, aveva chiesto 2 anni e mezzo per Rosanna Serra, e un anno e 4 mesi per Nikaj. Per il pm, infatti, gli episodi di maltrattamento che avevano avuto come sfondo la residenza per anziani di via Aosta, non erano sconosciuti nemmeno alla direttrice Rosanna Serra, che per questo, dunque, non aveva vigilato in modo che non accadessero.
L’operatore sanitario Nikaj, invece, secondo la ricostruzione dell’accusa in almeno due occasioni aveva maltrattato due anziani ospiti della struttura. E di tutt’altro parere erano stati allora, come oggi, gli avvocati difensori: Francesco Lai e Annamaria Musio. Nella ricostruzione della difesa, Rosanna Serra non aveva mai avuto conoscenza dei maltrattamenti, mentre l’operatorio sociosanitario Nikaj non solo non aveva mai maltrattato nessuno, ma anzi risultano prove del contrario e della sua premura.
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