La Nuova Sardegna

Nuoro

Fede e tradizioni

«Una sola sfilata per il Redentore: è ora di tornare alle origini»

di Francesco Pirisi
«Una sola sfilata per il Redentore: è ora di tornare alle origini»

Nuoro, la proposta di Alessandro Melis, del Presidio turistico: sacro e profano riuniti

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Nuoro Basta con la separazione tra sacro e profano nella festa del Redentore. Quella che vede la sfilata dei costumi anticipare la ricorrenza religiosa del 29 agosto, nella domenica precedente a quella data storica. Comune, Curia e Regione dovrebbero sedersi a un tavolo è riunire le due parti dell’evento. Lo caldeggia la Pro loco (Presidio turistico nuorese), con il suo presidente Alessandro Melis: «La formula attuale è palesemente superata – dice Melis – anche perché brevissima e senza reali ricadute economiche e sociali per la città». La proposta è che si ritorni alla festa primigenia, quella nata nel 1901, con la collocazione della statua. Quando la processione era anche l’incedere religioso dei pellegrini, abbigliati con quello che poi era il vestito ordinario nelle comunità sarde.

La storia Con partenza e ritorno in cattedrale, per le vie del centro storico la sfilata dei pellegrini, che seguivano il simulacro in legno. Rigorosamente il 29 agosto. Nella seconda metà del ‘900 si avrà la separazione tra i due momenti, con l’avvio della gestione della festa laica da parte dell’Etp (l’Ente provinciale del turismo). Prima della nuova presa in carico, questa volta da parte del Comune, nei primi anni ‘80. La ricorrenza guadagnerà una serie di spettacoli collaterali, che avranno come epicentro l’anfiteatro di piazza Veneto. Secondo la Pro loco, oggi è il tempo di un nuovo cambio, che riporti l’attenzione alla radice religiosa e allo stesso tempo ne rilanci l’elemento di attrazione turistica. Ancora il presidente Melis: «La sfilata, che nell'ultimo mezzo secolo si è sostituita all'antica e genuina processione religiosa, è obsoleta – ribadisce –. Presenta evidenti segnali di stanchezza. E non raccoglie più né le attenzioni locali, né l’interesse turistico».

Gli interessati S’invita ad approfondire la questione, dunque. E per fare questo l’associazione passa la palla alle autorità civili e religiose, che hanno competenza sull’organizzazione della festa, seppur con ruoli diversi e momenti oggi separati: «Suggeriamo alla Regione, come ente finanziatore, alla Curia e all’amministrazione comunale – sono ancora le parole del presidente Melis – l’istituzione di un tavolo unitario, dove avviare una profonda e significativa riflessione, sul come rilanciarne la genuinità e la forza».

La volontà «Tenendo conto – conclude il presidente del Presidio turistico – ciò che dal 1901 questa ricorrenza sacra ha rappresentato per i nuoresi e per i sardi, più in generale, a prescindere dai risvolti turistici». In questo senso saranno fondamentali gli intendimenti del Comune, insieme a quelli dell’autorità religiosa. Per il momento nessuna dichiarazione da parte della nuova assessora del Turismo, Natascia Demurtas, interpellata sul punto dalla Nuova Sardegna.

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