La Nuova Sardegna

Oristano

L’indagine

La denuncia: «Il mio compagno mi ha violentato e mi maltratta». Scatta il braccialetto elettronico

di Enrico Carta
La denuncia: «Il mio compagno mi ha violentato e mi maltratta». Scatta il braccialetto elettronico

Provvedimento del giudice dopo la querela di una donna. Nei giorni scorsi era stata visitata anche al pronto soccorso

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Oristano Botte, minacce, vessazioni e persino violenza sessuale. La relazione violenta finisce con un divieto di avvicinamento e l’obbligo a indossare il braccialetto elettronico. È la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Oristano, Marco Mascia, nei confronti di un 38enne residente in un paese dell’hinterland che ora si trova sotto inchiesta per abusi sessuali, sequestro di persona, maltrattamenti, lesioni e minacce – non indichiamo il nome dell’indagato difeso dall’avvocato Paolo Firinu per tutelare l’identità della vittima –. Il suo bersaglio sarebbe stata la sua convivente, con la quale aveva avviato una relazione qualche mese fa. A scatenare la furia del compagno sarebbe stato un messaggio scoperto sul telefonino della compagna mandato dall’ex fidanzato di quest’ultima. L’episodio risale all’inizio di luglio e da quel momento la vita assieme sarebbe diventata un inferno. La donna ha chiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine e ripetutamente tra luglio e agosto, sia i carabinieri che la polizia si sono recati spesso nella casa in cui i due abitavano. Infine proprio la polizia avrebbe raccolto l’ultima denuncia, scaturita in seguito a una visita ginecologica fatta d’urgenza in ospedale a Oristano. Giunta al pronto soccorso, la presunta vittima aveva lamentato di essere stata costretta qualche giorno prima ad avere dei rapporti sessuali. Il compagno li avrebbe ottenuti con la forza dopo averla afferrata, averle sollevato il vestito e abbassato le mutande. Nei tre mesi di relazione, in cui le frasi minacciose e offensive e le violenze fisiche non sarebbero mancate, ci sarebbe stato spazio anche per un sequestro di persona. L’indagato avrebbe infatti chiuso in casa a chiave la compagna per impedirle di abbandonare l’abitazione e, per evitare che potesse chiedere soccorso, le avrebbe preso il telefonino restituendoglielo dopo un giorno. Alla fine è arrivato il provvedimento cautelare richiesto dal pubblico ministero Sara Ghiani e accordato dal giudice per le indagini preliminari: l’indagato, che presto sarà interrogato e potrà eventualmente raccontare la propria versione dei fatti, non può avvicinarsi alla presunta vittima e non può avere contatti diretti con lei.

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