La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso trasporti

«Treno a idrogeno? Non serve. Puntiamo sulla nuova linea»

«Treno a idrogeno? Non serve. Puntiamo sulla nuova linea»

Legambiente Sardegna boccia l’investimento regionale: «Sarebbe del tutto inutile nel Nuorese»

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Nuoro «Senza una rete ferroviaria moderna, la transizione ecologica resta un miraggio. Serve una rete elettrificata e a scartamento ordinario per garantire equità, sviluppo e sostenibilità ai sardi. Si investa nel previsto collegamento Nuoro-Abbasanta che costituirebbe un effettivo miglioramento del servizio, necessario per l’area che si candida ad ospitare l’Einstein Telescope. Il treno a idrogeno, invece, è una scelta inefficace e controproducente». Dopo giorni di annunci e anche reazioni alla notizia dell’arrivo a Nuoro di un treno a idrogeno destinato alla linea ferroviaria a scartamento ridotto Nuoro-Macomer, anche Legambiente Sardegna interviene sull’investimento, già bocciato con decisione dal comitato Trenitalia nuorese che da otto anni preme invece per collegare Nuoro con le ferrovie nazionali attraverso la costruzione di una linea per Abbasanta. 
Sia la presidente di Legambiente Sardegna, Marta Battaglia, sia il responsabile scientifico, Giorgio Querzoli, si collocano sulla stessa lunghezza d’onda del comitato presieduto dall’avvocato Claudio Solinas e dicono no all’investimento da parte della Regione sui treni a idrogeno. «Spendere milioni di euro – dicono – con il solo effetto di cambiare il materiale rotabile quando le linee sono inadeguate non comporta un miglioramento del servizio e condanna le ferrovie a rimanere marginali nel sistema sardo della mobilità, e questo sarà una un grave freno allo sviluppo economico dell’isola. I nuovi treni a idrogeno, molto più costosi dei normali treni elettrificati che operano nel resto d’Italia, hanno una velocità massima di 100 km/h, ridicola rispetto agli attuali standard tecnologici, ma che non potrà essere neanche lontanamente raggiunta sui binari obsoleti, tortuosi e a scartamento ridotto sui quali dovranno arrancare. L’uso dell’idrogeno comporta un notevole spreco di energia». 
Ma c’è di più, sottolinea Legambiente Sardegna: non solo i treni a idrogeno non sono ecosostenibili, ma per giunta in Sardegna, e in particolare nel Nuorese, si rivelano inutili perché sarebbe come cambiare una macchina ma non modificare la strada dissestata che percorre. Ed è quello che succede a Nuoro, dice Legambiente, visto che ancora è collegata a Macomer da una linea a scartamento ridotto. Esattamente come sostiene da sempre il comitato Trenitalia nuorese, promotore della battaglia per dotare Nuoro di una rete ferroviaria nazionale e di un treno degno di questo nome, il responsabile scientifico di Legambiente Sardegna, Querzoli, sostiene che «La scelta di investire in Sardegna oltre 300 milioni di euro nell’idrogeno tra treni, produzione e infrastrutture rappresenta una scelta inefficace e controproducente. Cambiare il materiale rotabile senza intervenire sulla rete non migliora realmente il servizio». Per Legambiente Sardegna, dunque, anziché sui treni a idrogeno, si dovrebbe investire per eliminare «le storiche criticità strutturali della rete ferroviaria sarda, tra treni a gasolio, una parte della rete (ovvero Nuoro) a scartamento ridotto, che ostacola l’interoperabilità, la gestione frammentata tra Rfi e Arst, che impedisce un servizio coordinato e sinergico, velocità di percorrenza molto basse».
E proprio in questo scenario, aggiungono i vertici di Legambiente Sardegna, l’intervento per la fornitura di due nuove unità di trazione a idrogeno, destinate alle linee ferroviarie Macomer–Nuoro e Monserrato–Isili, con un costo di 29,25 milioni di euro, approvato dalla Regione, oltre ad un danno è una beffa per tutta la Sardegna e in particolare per la città di Nuoro, unico capoluogo italiano non collegato alla rete ferroviaria nazionale e per il quale è stato appena completato da parte di Rfi uno studio di fattibilità per una moderna linea a scartamento ordinario Nuoro-Abbasanta che sarebbe un tassello fondamentale della riqualificazione infrastrutturale dell’area candidata a diventare sede dell’Einstein Telescope».
«Realizzare la nuova linea ferroviaria Abbasanta Nuoro è una necessità urgentissima – ribadisce il presidente del comitato Trenitalia nuorese, Claudio Solinas – a partire dal progetto di fattibilità tecnico economico, che è necessario parta al più presto, indispensabile perché vada avanti il percorso virtuoso iniziato due anni fa per volontà del Ministero dei trasporti. La Sardegna non può attendere la lunghezza dei procedimenti. Si parla di un Piano a lungo termine, da aggiornare, con prospettiva a 10, 15 anni. Chiedo di valutare le occasioni di lavoro perse, le mille vite professionali spezzate, i malati che non possono condurre un’auto, i giovani che vorrebbero restare e che sono costretti a lasciare i paesi, gli anziani in difficoltà. Pensate ai turisti scesi dagli aerei e dalle navi: devono poter trovare un treno nazionale che li porti ovunque in Sardegna, incluso l’interno. La Abbasanta Nuoro non può essere spostata in avanti come eterna promessa. È un bisogno urgentissimo della popolazione».

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