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«Le criticità di Badu ’e Carros, un lavoro collettivo per superarle»

di Simonetta Selloni

	L'ingresso del carcere di Badu 'e Carros
L'ingresso del carcere di Badu 'e Carros

La direttrice Marianna Madeddu: difficile ripartire dopo i fatti del 2023

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Nuoro «È evidente che il carcere di Badu ’e Carros soffra di una serie di criticità dovute ad una struttura vecchia, realizzata con criteri non più adeguati. E infatti, la parte che nel 2008 è stata ristrutturata è più funzionale. Ma siamo impegnati, anche con il Provveditorato regionale, con la magistratura di sorveglianza, con la garante dei diritti dei detenuti e anche con le amministrazioni locali, a garantire le migliori condizioni previste dalla legge per le persone recluse». Marianna Madeddu è la direttrice reggente del carcere di Badu ’e Carros, incarico ricevuto nel febbraio 2024, dopo la tragica scomparsa della direttrice Patrizia Incollu, avvenuta alcuni mesi prima. Sassarese, è titolare del carcere San Daniele di Lanusei. Due giorni fa l’associazione Luca Coscioni ha reso noto che alcuni detenuti lamenterebbero ritardi, e perfino censure, nella spedizione della posta, punto sul quale è già intervenuto, sulla Nuova di ieri, il provveditore regionale Domenico Arena. Sulle criticità strutturali, così come sulle difficoltà legate all’assistenza sanitaria, la direttrice fa alcune precisazioni. Al di là dei problemi legati alla potabilità dell’acqua, risolti dopo un attento monitoraggio (ultimo prelievo il 2 settembre, si attende l’esito degli esami), il nervo scoperto del sistema è il tema della socialità e dell’assistenza sanitaria. «Dobbiamo ricordarci che nel 2023 questo istituto è stato interessato da due gravi vicende, che hanno inevitabilmente rallentato e in qualche caso bloccato le varie attività». Il riferimento è alla morte della direttrice Patrizia Incollu, in seguito a un incidente stradale, e all’evasione del boss della mafia di Vieste, Marco Raduano. «Abbiamo lavorato molto per riproporre le attività che avevano subito un stop. Abbiamo avviato laboratori teatrali, corsi di formazione in diverse discipline, incontri: per esempio, parteciperemo con il Comune alla Notte dei ricercatori, il 25 settembre prossimo». Anche il rapporto con i volontari e soprattutto conla Caritas è molto importante. «Il nostro cappellano, don Roberto Dessolis, è responsabile della Caritas. Questo aiuta. Ma quello che mi preme dire è che stiamo impegnandoci per creare un rapporto con la città, per interagire con le scuole. Ci vuole tempo, ma devo dire che questa città ha una attenzione e una sensibilità che non si riscontrano in tutte le realtà. Per esempio, abbiamo già incontrato il sindaco e siamo stati già contattati dall’assessorato ai Servizi sociali». Assodato che resta inattuata la sentenza della Corte costituzionale sul diritto all’affettività «Come ha già chiarito il provveditore regionale, si pensa a dei prefabbricati da mettere a disposizione dei detenuti», l’altra nota dolente è quella legata all’assistenza sanitaria. «I problemi ci sono, siamo riusciti però, proprio da qualche giorno, a garantire la presenza del dermatologo, dell’oculista e del dentista. Mentre un altro aspetto migliorato è quello legato all’alimentazione. Con una loro delegazioni e gli esperti abbiamo ritoccato i menu, quello invernale lo hanno gradito, quello estivo meno e sono quindi allo studio variazioni e integrazioni. Abbiamo tanto lavoro da fare, ma molto è stato fatto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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