La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso

Le scuole del Nuorese si svuotano: meno 800 studenti iscritti nel 2025

di Kety Sanna

	Bambini a scuola (foto d'archivio)
Bambini a scuola (foto d'archivio)

L’effetto denatalità si fa sentire. Fadda (Cisl): «Serve investire sul territorio»

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Nuoro Da ormai qualche anno le scuole dell’isola contano sempre meno iscritti. I dati dell'Ufficio scolastico regionale confermano la triste realtà: il calo drastico delle nascite svuota le aule, mette rischio il diritto all’istruzione e la tenuta dell’intera organizzazione. In provincia di Nuoro quest’anno si registrano 158 iscritti in meno nella scuola dell’infanzia: solo il capoluogo perde 52 bambini. Numeri in calo anche nelle scuole primarie con meno 230 studenti (di questi 40 solo in città): dai 6.854 del 2024 si è passati ai 6.624 di quest’anno. Stessa tendenza alle medie dove si registrano 179 iscritti in meno, di cui 29 solo a Nuoro. Tra scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado, il capoluogo di provincia perde 121 alunni rispetto all’anno scorso. Segno meno anche negli Istituti superiori, con un 218 studenti tra i banchi rispetto allo scorso anno: da 9.348 iscritti del 2024 si è passati a 9.130 attuali. Il prossimo anno tra i banchi delle scuole del Nuorese ci saranno circa 800 studenti in meno. «I dati sono preoccupanti – dice Giovanna Fadda, segretaria generale Cisl Scuola Nuoro –. Il calo demografico che minaccia la sopravvivenza delle scuole nei piccoli comuni e impone una riflessione urgente sul futuro del dimensionamento scolastico. La nostra provincia sta vivendo in modo drammatico il calo demografico, con conseguenze dirette sulla tenuta delle istituzioni scolastiche, soprattutto nei comuni dell’interno. In questi territori, la scuola è spesso l’ultimo presidio sociale e culturale. La sua chiusura significherebbe accelerare lo spopolamento già in corso. Le pluriclassi presenti in diversi istituti – sottolinea ancora la rappresentante sindacale – sono un segnale di resistenza ma anche di fragilità. La conformazione geografica del Nuorese, con distanze significative tra i paesi, rende impossibile applicare modelli organizzativi pensati per aree urbane. Per questo come Cisl Scuola auspichiamo politiche scolastiche territoriali mirate, che tengano conto delle specificità locali e che proteggano la scuola come presidio di comunità». Si chiede un piano straordinario con investimenti sul territorio per riuscire a contrastare lo spopolamento e garantire continuità didattica nelle scuole. Soluzioni concrete che possano adattare l’offerta educativa alla realtà demografica e frenare la curva dei numeri che continua a scendere, condizionando l’intero sistema scolastico, tra organici e posti da assegnare. A questa situazione già delicata si aggiunge, inoltre, una criticità operativa che sta generando forte disagio tra i docenti precari: la procedura informatizzata di assegnazione delle supplenze delle graduatorie provinciali gestita a livello nazionale. Se da un lato il sistema digitale ha semplificato alcuni passaggi, dall’altro ha compromesso la trasparenza e la coerenza che caratterizzavano la precedente modalità in presenza. L’algoritmo per gli insegnanti precari assegna incarichi confrontando le preferenze espresse dai docenti con le disponibilità scolastiche, attribuendo la migliore posizione possibile in base al punteggio del docente e al suo ordine di preferenze. Se un candidato non trova corrispondenza per una specifica scelta, viene considerato rinunciatario per quella opzione, e si procede con l'assegnazione al candidato successivo nella graduatoria, senza possibilità di “tornare indietro” per riassegnare quella posizione. «Nonostante l’efficienza amministrativa dell’Ufficio scolastico provinciale di Nuoro, che ha pubblicato tempestivamente i bollettini delle graduatorie per i docenti e gli incarichi per il personale Ata, numerosi precari segnalano anomalie e incongruenze – conclude Giovanna Fadda – . Molti non hanno ricevuto neppure spezzoni di cattedra, e gli uffici sono sommersi da richieste di chiarimenti. In questo contesto complesso, il sistema nuorese resiste, ma ha bisogno di essere sostenuto. Non possiamo permettere che la scuola muoia dove la comunità lotta per sopravvivere».

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