Era accusato di avere maltrattato moglie e figlia, i giudici lo assolvono in Appello
L’uomo, di un paese del Marghine, era stato denunciato dall’ex moglie e da una figlia. Il pm aveva chiesto 11 anni di carcere
Macomer Assoluzione confermata anche in appello per l’uomo finito sotto processo con l’accusa più infamante: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e minacce. Questa mattina i giudici della Corte d’Appello di Cagliari hanno infatti confermato la sentenza di assoluzione emessa un anno fa dai giudici del tribunale di Oristano. All’appello si è arrivati perché la sentenza era stata impugnata dal legale di parte civile, l’avvocato Luciano Rubattu. L'imputato, residente in un centro del Marghine, era stato denunciato dalla moglie dalla quale era separata e da una delle figlie. Per lui il pm Valerio Bagattini, aveva sollecitato la condanna a undici anni di carcere.
Era stata l’ex moglie a presentare la denuncia diventata processo. La donna aveva raccontato agli inquirenti una storia dolorosa fatta di continue vessazioni da parte dell'ex coniuge arrivato, sempre secondo l’ex moglie, a costringerla ad avere rapporti sessuali durante il periodo del lockdown. Dopo la separazione avvenuta alla fine degli anni 90, la coppia aveva infatti continuato a vivere per lungo tempo sotto lo stesso tetto ed è proprio tra le mura domestiche che, sempre stando al racconto della donna, sarebbero avvenuti i maltrattamenti. Vessazioni confermate in aula anche da una delle figlie che a sua volta aveva accusato il padre di averla minacciata di morte perché in più di un'occasione avrebbe tentato di difendere la madre. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi di totale estraneità ai fatti dell’imputato, ribadita dai suoi legali, gli avvocati Aloise Barria e Fabio Pili. Da qui la conferma dell’assoluzione con formula ampia.
