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Bonus mamme 2026 – A chi spetta e come fare domanda

Bonus mamme 2026 – A chi spetta e come fare domanda

Come cambia il calcolo dell'importo in base alla gestione previdenziale di appartenenza

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Il quadro delle tutele per la maternità delle lavoratrici autonome ha registrato importanti aggiornamenti. L'INPS, attraverso la Circolare numero 47 del 21 aprile 2026, ha definito i nuovi valori di riferimento giornalieri e i limiti minimi di retribuzione per il calcolo delle prestazioni economiche di maternità e paternità per l'anno in corso. Oltre all'adeguamento delle tariffe, l'anno corrente consolida un'altra misura significativa: il Bonus mamme da 60 euro al mese.

A chi spetta il Bonus mamme 2026

  • Le lavoratrici dipendenti del settore privato e del settore pubblico;
  • Le lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome;
  • Le professioniste iscritte alle Casse di previdenza;
  • Le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS, comprese le collaboratrici.

Restano escluse le lavoratrici domestiche, cioè colf, badanti e baby sitter inquadrate nel rapporto di lavoro domestico.

Il requisito da verificare per il lavoro autonomo è l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria e la presenza di attività effettiva nel periodo considerato. Chi non versa contributi a nessuna gestione obbligatoria non matura il diritto.

Per gli aspetti tecnici resta un riferimento utile la circolare INPS 28 ottobre 2025, n.139, che ha illustrato la disciplina del contributo nella versione 2025. Quella circolare include, per esempio, il lavoro intermittente e la somministrazione, e considera anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Non è necessario aver lavorato materialmente per tutto il mese: per le lavoratrici dipendenti conta, in linea generale, che il rapporto di lavoro sia vigente. Alcune assenze tutelate, come maternità e congedo parentale, non escludono di per sé il diritto al Bonus.

La determinazione dell'indennità spettante non è però uniforme. L'importo finale varia a seconda della gestione previdenziale alla quale la professionista risulta iscritta. 

Quanto si prende davvero: tre esempi

In base a un calcolo eseguito dal sindacato l’importo pieno di 720 euro spetta solo a chi ha dodici mensilità utili. Nella pratica succede spesso che i mesi siano meno.

Lavoratrice dipendente con due figli, il secondo compie 10 anni a maggio 2026: in questo caso il diritto si ferma al mese del compimento. Maturano le mensilità da gennaio a maggio, cioè 5 mesi, per un totale di 300 euro.

Lavoratrice autonoma con due figli piccoli, attività avviata a marzo 2026. Maturano le mensilità da marzo a dicembre, cioè 10 mesi, per un totale di 600 euro.

Lavoratrice con tre figli con il più piccolo di età inferiore ai 18 anni, contratto a termine con inizio a partire dal 1 gennaio fino a fine giugno, poi assunzione a tempo indeterminato da luglio.
Il Bonus spetta per i mesi da gennaio a giugno, cioè 6 mesi per 360 euro. Da luglio si entra nel campo dell’esonero contributivo totale, che è una misura diversa.

Bonus mamme 2026: come fare domanda

Il Bonus non è automatico: anche per il 2026 sarà necessario presentare apposita domanda all’INPS. Tuttavia, al momento la procedura per richiedere il Bonus mamme nel 2026 non è ancora aperta e bisogna attendere la circolare dell’INPS con le istruzioni operative. 

È importante ricordare che le scadenze del 9 dicembre 2025 e del 31 gennaio 2026 riguardano solo Il Bonus mamme lavoratrici per l’annualità 2025 e non riguardano, quindi, i termini per il bonus di quest’anno.

Una volta aperta la domanda ci si può rivolgere al Patronato. 

Cosa cambia dal 2027

La Legge di Bilancio 2026 ha rinviato al 2027 l’entrata in vigore dell’esonero contributivo parziale previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per le lavoratrici madri con due o più figli.

L’idea, nelle intenzioni del legislatore, è passare da un contributo erogato a fine anno a uno sgravio che si vede mese per mese in busta paga. Percentuali, durata e modalità operative dovranno però essere definiti dai provvedimenti attuativi. Fino ad allora il riferimento per il 2026 resta il contributo da 60 euro.

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