La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso

La denuncia di Liberu: «Il 41 bis a Nuoro? Una vendetta di Stato»

di Luciano Piras
La denuncia di Liberu: «Il 41 bis a Nuoro? Una vendetta di Stato»

Pier Franco Devias: «È incostituzionale: così si condannano anche tutti i familiari»

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Nuoro «Basta colonialismo penale!». Pier Franco Devias, responsabile territoriale per la provincia di Nuoro di Liberu (Lìberos rispetados uguales), lo dice e lo ripete a chiare lettere. Ospitare a Badu ‘e Carros esclusivamente detenuti in regime di 41 bis è un «progetto coloniale italiano» che calpesta il diritto dei sardi «di decidere liberamente della nostra terra, di fare rispettare gli accordi presi dalle autorità sarde sulla propria terra, di progettare un futuro di dignità senza nessuno spazio per i progetti coloniali italiani».

Il caso del carcere di Badu ‘e Carros è particolare «perché si tratta di uno dei sette istituti dello Stato che dovranno essere interamente dedicati al regime di 41 bis. Questo significa che per attuare il 41 bis – sistema che viola palesemente qualsiasi riferimento costituzionale ai principi di recupero e reinserimento sociale del detenuto e al diritto a una detenzione rispettosa dei diritti umani, ma si palesa esclusivamente come vendetta di Stato – dal penitenziario nuorese verranno evacuati tutti i detenuti attualmente presenti».

«Questa misura non solo offende, per le sue dinamiche autoritarie e prepotenti, i sardi e le loro istituzioni democratiche, ma va anche contro gli accordi già stipulati, in particolare quello sulla territorialità della pena» sottolinea Devias. «Infatti gli accordi derivanti dal Protocollo d’intesa siglato il 7 febbraio 2006 tra il ministero della Giustizia e la Regione, prevedono che i detenuti sardi possano scontare la loro pena nell’istituto più vicino alla propria residenza».

«Lo sgombero di Badu ‘e Carros – va avanti il responsabile territoriale di Liberu –, oltre a rappresentare una pena aggiuntiva per i familiari dei detenuti che verranno portati da fuori Sardegna, condannerà numerosi detenuti locali al trasferimento in strutture distanti dal Nuorese. Questo, non solo in violazione degli accordi ministero-Regione, ma soprattutto a detrimento dei familiari dei detenuti sardi che si vedranno a loro volta costretti a viaggi ben più lunghi per poter incontrare i loro congiunti». Liberu, in sostanza, «condanna fermamente l’atteggiamento autoritario che anima questa nuova misura coloniale italiana, elaborata nel consueto criterio teso a utilizzare la Sardegna come poligono militare, discarica di veleni, piattaforma energetica, e roccaforte penale per esponenti di massimo livello della criminalità organizzata italiana».

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